Dipinti e disegni falsi di Modigliani nel laboratorio di un pittore modenese
Blitz dei carabinieri in centro storico: l’uomo di 69 anni in possesso di 37 opere falsificate e materiale per autenticarle
Partendo dai sequestri di ventisette opere di Amedeo Modigliani risultate false ma autenticate e certificate attraverso l’Istituto a lui dedicato a Spoleto, i carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale di Roma e la Procura di Spoleto sono arrivati in centro storico a Modena. Nel laboratorio a disposizione di un pittore locale 69enne sono state trovate molte opere false non solo del maestro livornese ma anche di Lucien Freud, Antonio Bueno e addirittura di un maestro del Post Impressionismo come Maurice Utrillo. Opere che, secondo i militari specializzati in reati legati al mondo dell’arte, potevano fruttare centinaia di milioni di euro. Sempre in quel laboratorio sono stati trovati gli strumenti per dare credibilità a quelle falsificazioni dipinte o disegnate: timbri, sigilli, vecchie etichette e anche una macchina da scrivere con carta d’epoca per ricreare documenti dall’aspetto agé e anche certificati, autenticazioni e firme fasulle sul retro delle tele. Insomma, c’erano sia le opere che la falsa documentazione allegata per poterle smerciare a collezionisti ingenui e poco attenti: le opere non erano contraffatte da una mano molto abile, anzi contengono errori, come dicono da tempo gli esperti che le hanno viste.
Tutto questo materiale è stato sequestrato. Nel dettaglio, le opere false sono 9 dipinti e 13 disegni attribuiti a Modigliani, 13 dipinti di Lucien Freud, 2 dipinti di Bueno e 1 di Utrillo. Tutto questo materiale pittorico ora verrà consegnato ai Ris per essere sottoposto ad analisi sia chimica che spettrografica. Parallelamente, la Procura di Spoleto ha incaricato più di un consulente per redigere una perizia su queste opere: si tratta di esperti di storia dell’arte.
Denunciato per violazione delle norme del Codice dei Beni Culturali è un 69enne modenese. Il nome è top secret - il motivo: le indagini continuano proprio a Modena - ma si dice che si tratta di un pittore quasi sconosciuto in città che vive facendo altri lavoretti. Non è comunque un nome della cerchia locale conosciuta.
Insomma, l’indagine è tutta aperta. I carabinieri hanno accertato, come scrivono nella loro nota, «l’evidente attività di certificazione e attribuzione di beni d’arte a vari artisti, fra i quali il maestro Amedeo Modigliani, posta in essere, dietro pagamento di un compenso, dal Concept Board dell’Istituto Amedeo Modigliani; tutte le certificazioni sono infatti sottoscritte dal presidente dell’Istituto». E anche i riferimenti ad alcuni patrocini, concessi all’Istituto dal Mibac, allo stato delle indagini, non hanno trovato pieno riscontro. Gli esiti degli accertamenti effettuati sulla documentazione a corredo delle opere hanno permesso agli investigatori di dubitare dell’autorevolezza scientifica e di individuare numerosi passaggi contraddittori nei certificati di autenticità e provenienza. In tale quadro la Procura spoletina ha emesso i decreti di perquisizione e sequestro, eseguiti a Modena, Firenze e Venezia, che hanno consentito di individuare il laboratorio per la falsificazione del “pittore” modenese. —
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