Ex Fonderie, si parte Stanziati 4 milioni: bando a dicembre e cantiere a giugno
Tre anni di lavoro per vedere finalmente la svolta nell’area che ospiterà l’istituto storico e un’area per l’innovazione
Per dirla con il “duca” Gian Carlo, sarà un «punto di non ritorno per riconquistare i luoghi della città».
Secondo “Bonimba” Bonaccini, invece, sarà «un bel modo per conservare la memoria e allo stesso tempo guardare avanti, puntando sulla tecnologia e sull’automotive».
Gian Carlo Muzzarelli e Stefano Bonaccini, sindaco di Modena e governatore dell’Emilia Romagna, si sono ritrovati fianco a fianco ieri mattina in Comune per mettere la firma su un progetto che punta a valorizzare e rilanciare un luogo estremamente simbolico per il passato lavorativo della città: le ex Fonderie di viale Ciro Menotti, che dopo i lavori di riqualificazione del complesso abbandonato dagli anni ’80 ospiteranno la nuova sede dell’Istituto storico e un’area dedicata all’innovazione in cui troveranno posto anche alloggi e servizi.
Un progetto che di fatto riparte dal Dast, il Distretto per l’Accelerazione e lo Sviluppo della Tecnologia che dieci anni fa vinse il bando internazionale, e che punta a vedere il primo stralcio concluso, quello della palazzina di viale Ciro Menotti, entro la primavera del 2022. L’annuncio è arrivato ieri mattina, con la firma dell’Accordo di programma che ha coinvolto Muzzarelli e Bonaccini, ma anche il vicepresidente dell’Istituto storico Claudio Silingardi, la direttrice di Democenter Barbara Bulgarelli, gli assessori Anna Maria Vandelli e Andrea Bosi e l’architetto Sofia Cattinari, vincitrice del concorso di idee del 2009 con il progetto Dast.
«Sulle Fonderie andremo avanti perché abbiamo un patto - commenta il primo cittadino - e la rigenerazione è uno degli elementi forti della nostra azione amministrativa. Un progetto che prevede due “pezzi” che si incastreranno, ovvero il “Rettangolo del ‘900” e il “Quadrato del Ventunesimo secolo”: ebbene, oggi si parte con il “rettangolo”, e il 2020 sarà l’anno della partenza dei cantieri, ma anche il momento di avviare gli approfondimenti per gli stralci successivi. Con questo impegno - incalza Muzzarelli - la squadra Modena-Emilia Romagna vuole continuare a dare un futuro e un’opportunità alla nostra città».
Ma cosa nascerà, dunque, al posto della palazzina di viale Ciro Menotti oggi abbandonata al degrado? Il progetto prevede quattro stralci, del quale il primo, che riguarda la palazzina, prevede un investimento di tre milioni e 707mila euro, di cui un milione e mezzo provenienti da risorse regionali, mentre il resto spetterà al Comune di Modena. Dal punto di vista dell’iter, dopo la firma dell’Accordo di programma arriverà il progetto esecutivo, per arrivare poi ad avviare le procedure di gara - l’appalto non prevede il meccanismo del massimo ribasso, ma quello dell’offerta economicamente più vantaggiosa, in modo da premiare la qualità - entro fine anno: l’obiettivo è partire con i lavori entro giugno prossimo, per avere la palazzina pronta nella primavera del 2022. E se il primo stralcio riguarda la palazzina, dove troverà posto la nuova sede dell’Istituto storico, il secondo e il terzo prevedono la realizzazione di un distretto dedicato all’innovazione nel campo delle tecnologie del settore automotive e, più in generale, per la mobilità sostenibile, con opportunità anche per lo sviluppo di startup.
Nel quarto e ultimo stralcio si ipotizza, nella zona a est dell’area, la realizzazione di fabbricati residenziali per attività complementari al comparto che sarà completamente pedonalizzato, collegato alle reti in fibra comunali, dotato di hot spot per il wi fi gratuito e di telecamere collegate al sistema di videosorveglianza cittadino. Diversamente dal programma del 2009, non è più previsto l’insediamento di attività commerciali, mentre la parte residenziale sarà strettamente legata alle attività che verranno sviluppate nell’area: «Sarà una sorta di campus - conferma l’assessore all’Urbanistica Anna Maria Vandelli - con una dotazione di alloggi riservati alla residenza temporanea e a chi fa ricerca e spesso ha difficoltà a trovare casa in città». Tornando alla palazzina, una buona notizia è arrivata dalle analisi geologiche degli ultimi mesi: «Le verifiche - fa sapere l’architetto Cattinari - hanno dimostrato che la qualità della struttura è ancora buona». —
L.G.
BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
