Fiorano, operaio morto: indennizzi alla famiglia
La Cassazione pubblica le motivazioni sulla tragedia di Christian Sinopoli: «Responsabili System Logistic e amministratore»
FIORANO. La Corte di Cassazione ha pubblicato le motivazioni con cui condanna definitivamente l’amministratore delegato di System Logistic Spa, Luigi Panzetti, e la stessa azienda per la morte di Christian Sinopoli, il 38enne dipendente della ditta fioranese che il 6 febbraio 2013 che ha perso la vita in un’azienda del Vicentino.. I giudici hanno respinto i ricorsi di legittimità di Panzetti e della società, che in sostanza lamentavano una erronea interpretazione della “Direttiva macchine” e della annessa normativa italiana, spiegando tra l’altro che Panzetti da quando era amministratore si era prodigato per migliorare in ogni aspetto la sicurezza dei macchinari e degli operatori. Tesi respinta dalla Cassazione, per cui “i ricorsi sono infondati”.
Nella sentenza pronunciata il 4 aprile e depositata tre giorni fa dal collegio presieduto dal dottor Fausto Izzo, viene ricostruita tutta la vicenda, ritenendo che il manutentore deceduto fosse comunque stato esposto a rischi colpevoli, in quanto «l’attrezzatura di lavoro presentava una zona pericolosa per la quale il datore di lavoro non aveva predisposto le necessarie cautele... e la macchina avrebbe dovuto garantire all’operatore il controllo completo della stessa...».
LA TRAGEDIA Come si ricorderà, l’incidente avvenne presso la Fral nel Comune di Monticello Conte Otto dove era stato montato un macchinario fornito dalla stessa System Logistic. La ditta incaricata del montaggio aveva riscontrato un malfunzionamento, così venne inviato da Fiorano Christian Sinopoli. Durante l’ispezione del macchinario (costruito per immagazzinare automaticamente in verticale la merce), l’impianto riprese a muoversi, provocando la morte del manutentore. In primo grado (rito abbreviato davanti al giudice di Vicenza) Panzetti venne condannato ad un anno di reclusione (pena sospesa), e la ditta per l’illecito amministrativo alla sanzione pecuniaria di 140 mila euro. Condanne anche a risarcimenti provvisori: 120mila euro in favore della compagna di Sinopoli e di 40mila a favore dei fratelli.
In appello la sentenza è stata confermata dalla Corte, tranne che per le responsabilità civili dell’azienda.
In Cassazione le parti imputate hanno ricordato di avere risarcito con una provvisionale mentre la famiglia non ha mai quantificcato né richiesto soldi fino alla fine del processo penale. Da questo momento, con la sentenza passata in giudicato, si avvierà un nuovo percorso in sede civile. —
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