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Castelfrigo all’asta senza gli scioperanti

Sara Donatelli
Castelfrigo all’asta senza gli scioperanti

Si cerca un acquirente nell’udienza del 21, ma prima il tribunale dovrà sciogliere il nodo delle riassunzioni dalle coop spurie

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Prosegue non senza colpi di scena la complessa vicenda che ha come protagonista la Castelfrigo. L’azienda, ormai definitivamente fallita e adesso in mano al curatore fallimentare Stefano Zanardi, si appresta a finire all’asta e si spera possa essere acquisita da un nuovo compratore. Il 21 novembre, infatti, è prevista l’asta dove potrebbe palesarsi un acquirente in grado di aggiudicarsi l’unico ramo d’azienda che sarà ceduto, ovvero quello del congelamento.

In questo complesso quadro, al contempo, si inserisce la vicenda dei 70 lavoratori protagonisti della lunga vertenza sindacale dello scorso anno. Sono loro infatti ad aver portato la dirigenza dell’azienda davanti al giudice del lavoro con lo scopo di essere riconosciuti come dipendenti diretti. La prossima udienza per la causa di reintegro era prevista per il 23 novembre ma è stata anticipata al 19 novembre in seguito a un ricorso d’urgenza presentato dagli avvocati che rappresentano gli ex soci lavoratori delle cooperative: l’obiettivo è infatti quello di velocizzare i tempi affinché anche i propri assistiti possano essere tenuti in considerazione nel complesso passaggio di consegne nelle mani del prossimo acquirente.

I 70 lavoratori, tuttavia, non sono stati conteggiati nel piano del curatore fallimentare in quanto Zanardi ha avviato nei loro confronti una procedura di licenziamento collettivo.

A questo punto, se per i lavoratori diretti dell’azienda, che ammontano a un’ottantina, e per coloro che prestano servizio attraverso l’agenzia interinale, circa sessanta, la partita è ancora aperta la stessa cosa non si può dire per i lavoratori che hanno preso parte al lungo sciopero dello scorso anno.

«La situazione è molto complessa - ha spiegato Stefano Zanardi - La procedura di licenziamento collettivo è stata posta in essere a titolo prudenziale. Il nostro obiettivo è infatti quello di garantire una situazione che sia quanto più stabile possibile in modo tale da invogliare un eventuale acquirente a farsi avanti e proporre un’offerta».

La decisione presa dal curatore fallimentare si muove dunque verso una precisa direzione: «Salvaguardare la continuità azienda e tutelare i posti di lavoro di coloro che ancora oggi prestano servizio all’interno dell’azienda».

Di diverso parere invece gli avvocati Claudia Candeloro e Daniele Trecca che stanno seguendo i 70 lavoratori nella causa di reintegro: «Impugneremo senza ombra di dubbio la procedura di licenziamento collettivo che, ancora una volta, va a colpire quei lavoratori che hanno avuto il coraggio di denunciare il fenomeno delle false cooperative all’interno della Castelfrigo e che per mesi hanno fatto a meno del loro stipendio pur di battersi per una questione di dignità e di diritti in azienda. Non possiamo non vedere in questa azione l’ennesimo atto discriminatorio nei confronti di queste persone».

Il dottor Zanardi al riguardo ha però voluto offrire una chiave di lettura diversa: «Non vi è stato alcun intento discriminatorio ma la volontà di trovare degli investitori che possano garantire un futuro all’azienda - ha precisato - Se questi lavoratori avranno diritto a un risarcimento sarà il Tribunale a stabilirlo nelle prossime udienze già calendariate. E, solo allora, saranno i vecchi titolari a pagare. Tutto questo non può ricadere sulle spalle del nuovo acquirente semmai ci fosse e presentasse un’offerta per l’acquisto». —



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