Gazzetta di Modena

Modena

la guida michelin 

E per Bottura c’è la quarta stella: tre alla Francescana e una a Firenze

Maria Vittoria Melchioni

Il “Gucci Osteria” della pupilla Ana Karime Lopez Kondo è tra le premiate. Conferma per Marchini, la novità è Zanasi

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Piacenza ha ospitato per la prima volta la Michelin Star Revelation, sul palco dello splendido quanto storico Teatro Municipale, il più bello d’Italia secondo Stendhal, citato da Hemingway in “Addio alle Armi”. Tutto il gotha della ristorazione si è riunito nella città che Leonardo Da Vinci ha definito “terra di passo” emiliana nell’anima, lombarda per attitudine, per scoprire quali fossero le attesissime novità e festeggiare le nuove stelle. Nuove stelle che sono state distribuite a profusione: ben 30 sono i ristoranti che si sono visti assegnare la prima stella, nessuna novità per la nostra città o provincia, presente comunque in un qualche modo dato che fa la sua entrata nel firmamento Michelin il castelfranchese Federico Zanasi, chef del ristorante “Condividere” di Torino avamposto italiano di un altro grandissimo della ristorazione Ferran Adrià. È “modenese acquisita” la stella di Agostino Iacobucci, supervisore della cucina diretta da Pietro Montanari a “La Secchia Rapita”, che ha (ri)preso la stella per il suo ristorante di Castel Maggiore in provincia di Bologna. E poi un’altra bella notizia, un’altra stella targata Bottura: Ana Karime Lopez Kondo, stella conquistata come chef della fiorentina “Gucci Osteria da Massimo Bottura”, una pupilla del nostro über chef nonché la moglie di Tahakiko Kondo, storico sous chef di Bottura.

«E’ un orgoglio per tutta la squadra e per l’intero progetto di condivisione gastronomica studiato con Ferran Adrià», ha commentato molto emozionato la sua prima stella Zanasi.

Stelle tutte confermate per i nostri ristoratori già insigniti di questo riconoscimento negli scorsi anni: Bottura con le sue tre per l’Osteria Francescana e Luca Marchini una per “L’Erba del Re”. Solo una sospensione per gli stellati Emilio e Rita Barbieri di “Strada Facendo”: vista la chiusura temporanea del locale, che riaprirà a giugno, la Guida tornerà a valutarli il prossimo anno.

Massimo Bottura si gode la meritata conferma e il successo della Gucci Hosteria: « L’Italia vive un periodo di ascesa. Proprio il suo patrimonio di prodotti e la sua biodiversità ne fanno un caso unico. Esistono al mondo quattro grandi cucine, Francia e Cina che primeggiano per le tecniche, Giappone e Italia per l’ossessione verso la materia prima. E anche cucine come la spagnola, la peruviana e la nordica salite alla ribalta negli ultimi anni guardano all’Italia per questa sua peculiarità».

Confermati anche i tre ristoranti Bib Gourmand (Bib è il soprannome dell’omino composto da pneumatici, simbolo della Michelin), cioè quei locali in cui si mangia bene senza spendere più di 35 euro: “Magnagallo'” a Campogalliano, “Osteria la Fefa” a Finale e “Vecchia Lama” a Lama Mocogno. Nessuna new entry gialloblu in questa sezione. Da segnalare la terza stella ad Enrico Bartolini per il locale che guida al Mudec di Milano e le due nuove due stelle assegnate al “Glam” (sempre di Bartolini ma diretto da Donato Ascani a Venezia) e a “La Madernassa” con Michelangelo Mammoliti a Guarene in provincia di Cuneo. Da oltre un secolo, la guida è il punto di riferimento per la gastronomia in tutto il mondo. Gli ispettori Michelin, a cui si devono i tanti temuti giudizi, sono veri e propri dipendenti dell’azienda, che ricevono una formazione speciale e che vengono mandati in giro sul nostro territorio alla scoperta di nuove realtà gastronomiche e per confermare (o meno, quest’anno hanno perso la stella 13 ristoranti e sono scesi da due a una quattro ristoranti tra i quali quello di Vissani a Baschi) i propri pareri. Pagano rigorosamente il conto e compilano le loro pagelle seguendo cinque criteri: la qualità delle materie prime utilizzate per la composizione dei piatti, la padronanza delle tecniche di cottura da parte degli chef, la personalità degli chef, la costanza nel proporre cose ottime nel tempo e l’armonia del locale. —



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