Patto storico fra i Consorzi del Balsamico
I presidenti Grosoli e Corsini hanno firmato un protocollo per condividere strategie e obiettivi di tutela e promozione
Due consorzi, due diversi modi di produrre Aceto Balsamico di Modena che per secoli hanno avuto vicende parallele e non in contrasto ma che solo negli ultimi 200 anni si sono separati per seguire percorsi diversificati.
Da tempo i due consorzi modenesi si erano riavvicinati e avevano aperto la strada a una collaborazione autentica che ieri è sfociata nell’accordo, per molti versi storico, che sigla un protocollo d’intesa per condividere concretamente strategie e operatività. Chi non ha dimestichezza con la materia non conosce la differenza fra le due tipologie di Balsamico di Modena che danno origine ai differenti consorzi. Da una parte c’è l’Aceto Balsamico Tradizionale di Modena DOP (Denominazione di Origine Protetta) con relativo consorzio di tutela: è il più pregiato, realizzato solo con il mosto cotto d’uva, secondo un severo disciplinare di produzione e invecchiato per anni. La cottura del mosto è il primo passo di un lungo processo di trasformazione. Dall’altra parte l’Aceto Balsamico di Modena IGP (Indicazione Geografica Protetta) viene realizzato con mosto e aceto di vino e lasciato a maturare solo due mesi. Il percorso che ha condotto all’accordo siglato ieri aveva già determinato la gestione congiunta di procedimenti legali, l’organizzazione dell’evento annuale “Acetaie Aperte”, fino a creare uno spazio condiviso denominato “Le Terre del Balsamico” presso il parco agroalimentare Fico di Bologna.
Ora con il protocollo d’intesa viene istituito un Comitato di Coordinamento in cui presidenti e vicepresidenti dei due enti si potranno confrontare con regolarità. Il presidente del Comitato per il primo biennio sarà Enrico Corsini, attuale presidente del Consorzio di Tutela dell’Aceto Balsamico Tradizionale di Modena. Da un punto di vista strategico e operativo gli obiettivi dell’accordo coinvolgono la tutela, la comunicazione e la promozione dei prodotti, delle rispettive denominazioni e del territorio, le pubbliche relazioni, il rapporto con i media e le istituzioni e hanno lo scopo primario di valorizzare la complementarietà dei due comparti.
«Ora potremmo affrontare le sfide che riguardano la tutela, la vigilanza, la promozione e la comunicazione avendo maggiore forza - ha detto Enrico Corsini - Unire la DOP e l’IGP del Balsamico rappresenta un valore aggiunto per il settore e per la promozione del territorio».
«Il traguardo di oggi ha origini lontane - dice Mariangela Grosoli, presidente del Consorzio di Tutela dell’IGP - Era il 2002 quando costituimmo l’Acetaia d’Italia e organizzammo insieme per la prima volta l’Anno del Balsamico. Un rapporto di collaborazione che è andato avanti in modo naturale sia per il lato promozione sia per la tutela». E ieri si è aggiunta la notizia dell’accordo Ue-Cina sulla tutela di 100 Dop, fra le quali è compreso il Balsamico di Modena. —
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