Prima neve sul Cimone ma non può bastare per aprire gli impianti
Caduti 10 cm da Pian Cavallaro in su. Domani attesi altri 20 Magnani: «Ma poi è previsto caldo, ancora non apriamo»
La perturbazione nordatlantica che ha sferzato l’Italia ha portato la prima neve della stagione sul Cimone: dalle 4 di ieri sono iniziati a cadere fiocchi e hanno continuato per gran parte del pomeriggio, portando dai 1.500 metri di Pian Cavallaro in su dai 10 ai 15 centimetri. Una pagina tutta invernale, portata da venti che martedì, al sopraggiungere della perturbazione, hanno fatto segnare sui 2.165 metri della vetta un picco poco superiore ai 120 km/h, secondo i dati rilevati dal Servizio meteo dell’Aeronautica nell’Osservatorio Camm.
A ben guardare, nel 2017 la stagione delle maxi nevicate iniziò proprio il 6 novembre con la prima spruzzata, poi seguita il 13 dal mezzo metro di neve che mandò in tilt la circolazione di mezza provincia.
Una situazione che portò gli impianti del Cimone a un’apertura stagionale con anticipo record al 18 novembre.
Può succedere altrettanto? Le proiezioni danno ancora neve in arrivo in particolare domani: si parla di un’altra ventina di centimetri sul Cimone, ma la viabilità sarà risparmiata, con una quota neve anche superiore ai 1.500 metri.
«L’arrivo della neve è sempre un bel vedere, soprattutto pensando a quelli che dicono che non ne viene più – dice Luciano Magnani, presidente del Consorzio Cimone – ma in questo momento non si può pensare a un’apertura anticipata degli impianti. Il problema sono le temperature, ancora troppo a cavallo dello zero. Per noi è quasi più importante il freddo che la neve, perché con l’impianto di innevamento programmato che abbiamo nel giro di 3-4 giorni inneviamo l’80% delle piste. Ma ci serve una costante sottozero e nei prossimi giorni le temperature si rialzano troppo».
L’obiettivo resta quello di aprire per il weekend dell’8 dicembre, «ma siamo pronti ad anticipare, se si presentano le condizioni» precisa Magnani.
Di certo, il Cimone con “cappello bianco” alimenta la voglia di piste, e nell’alto Appennino la giornata di ieri, che ha innevato anche l’Abetone e la Val di Luce, ha fatto riprendere dall’armadio giacche e piumini. Sarà un inverno nevoso come nel 2017/18? O avaro di precipitazioni come lo scorso? Impossibile prevedere, ma secondo un vecchio detto le annate ricche di funghi (ce ne sono stati in abbondanza) lo sono altrettanto di neve. —
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