Gazzetta di Modena

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Sfrattato, invalido, 65 anni e ancora senza pensione Da mesi dorme in auto «Qualcuno ha un letto?»

Saverio Cioce

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la storia



Non ha spese condominiali e anche il panorama lascia a desiderare. Ma Franco Freschi, 65 anni, deve fare di necessità virtù perchè non ha più una casa dove abitare e ora la sua residenza è in una vecchia auto nei piazzali del centro o nelle strade di periferia, sotto la luce di un lampione.

Si muove con le stampelle al seguito quando la fatica degli spostamenti a piedi mette a dura prova le ginocchia e l’anca dove è stato operato. È invalido, dopo una brutta caduta in un cantiere edile ma per pochi mesi non ha ancora l’età per ricevere la pensione.

Da due mesi l’alloggio di Franco Freschi, originario di Palermo ma da una vita a Sassuolo, è una vecchissima Fiat Punto blu, parcheggiata preferibilmente attorno allo stadio, in cui tiene cuscino e sacco a pelo. Il resto della sua vita è in un paio di borse della spesa nel bagagliaio, il suo guardaroba di fortuna. In un bar dove lo conoscono resta al caldo di giorno e dove usa i bagni per lavarsi e tenersi pulito, mantenendo un’immagine dignitosa.

«Non ho avuto una vita facile - dice lui senza ombra di vittimismo - Per molto tempo ho lavorato in una ceramica a Roteglia. Quando è fallita non sono rimasto con le mani in mano, sono tornato a fare il muratore. Bene o male mi sono sempre arrangiato, assieme alla mia signora abbiamo tirato su bene tre figli. Però durante il lavoro sono caduto da un’impalcatura. Sono vivo per miracolo, grazie a Dio, ma porto i segni ancora addosso. A parte le cicatrici in testa le fratture alle ossa si fanno sentire. E quindi non posso più lavorare a giornata, neanche come manovale. Adesso sono qui che cerco un alloggio, una sistemazione di fortuna, un piccolo aiuto. Ma i servizi sociali del Comune di Sassuolo mi hanno detto che non possono fare nulla, che non ci sono case, stanze disponibili per me, neppure temporaneamente. Mi resta la macchina, almeno per quello non devo spendere».

Rovente d’estate e gelida d’inverno, la vecchia Punto è tutto quello su cui può contare senza bussare alle porte della carità pubblica, anche se chi lo conosce gli dà una mano come può. Anche i figli fanno quello che possono, ma anche loro non possono permettersi di togliere da stipendi contati al centesimo quanto serve per pagare un affitto. E quindi papà Franco non vuole pesare su di loro. Si accontenta di quello che gli passa il destino. Ma in questi giorni, con l’inverno che avanza, i 300 euro per un letto proprio non riesce a trovarli per pagare affittacamere che offrono posti letto in nero.

A volte ha dormito con lui la ex moglie Giuseppina Tartaglia ma a un certo punto non ce l’ha fatta più. «Anche dopo la separazione - racconta - siamo rimasti in buoni rapporti e così, quando è stato male per i suoi problemi di salute, l’ho ospitato a casa mia. Ci davamo una mano, ecco tutto; io del resto vivo con poche centinaia di euro come addetta alle pulizie, a ore, per una piccola ditta e anche un piccolo aiuto è sempre utile. Ma qualche tempo fa è arrivato lo sfratto, il padrone di casa si è ripreso tutto e così siamo rimasti senza niente. Io ho dovuto lasciare anche la mia cagnolina. Adesso dormo da qualche amica, a turno, dove posso». —



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