«C’è un patto firmato Il giudice dirà se vale»
Davide Fava, lei che è segretario del Pd, può spiegarci il contenzioso con Richetti?
«Dal punto di vista legale riguarda 25mila euro che deve versare come contributo alla campagna elettorale del 2018 che lo ha portato al Senato. Sono soldi che servono a finanziare il partito. Poi c’è un suo debito molto più ingente protratto nel tempo con la federazione modenese. Riguarda una quota di 2.500 euro che doveva versare ogni mese dal 2013. Lo fanno tutti i parlamentari».
Richetti sostiene di aver versato 12.500 euro.
«Ha due mandati parlamentari. E ha pagato solo la metà di uno. Se poi si considera il suo debito col Pd locale, il calcolo è: 2.500 euro per 12 mesi per 7 anni».
È l’unico nel Pd?
«Tutti gli altri nostri parlamentari hanno già coperto la quota di finanziamento per il partito. Sono soldi essenziali, e lo sanno, per la vita del Pd. Ora che non esiste più il finanziamento pubblico dei partiti. A noi non arrivano i rubli dalla Russia. Chiederemo al giudice quanto vale quel pezzo di carta firmato che conteneva un patto». —
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