«Mi sono alzato in piedi solo per rispetto Il Pd l’ha voluta usare»
Alberto Bosi è uno dei tre leghisti che si è unito al resto dell’aula «Polemiche pretestuose solo perchè si avvicinano le elezioni»
PERCHÈ Sì
Come il resto del suo gruppo in consiglio comunale non condivide affatto le modalità che hanno portato al momento di solidarietà nei confronti della senatrice Segre, ma a differenza della maggior parte dei consiglieri leghisti ha scelto di alzarsi in piedi lo stesso e applaudire, partecipando così all’omaggio del presidente Poggi.
Alberto Bosi, consigliere comunale del Carroccio, è uno dei tre esponenti del gruppo (insieme a Luigia Santoro e a Barbara Moretti) che giovedì pomeriggio hanno deciso di unirsi al resto dell’aula nel momento di solidarietà alla senatrice a vita che la Procura di Milano ha deciso di mettere sotto scorta alla luce degli insulti e delle minacce ricevute via social.
Bosi, partiamo dalla senatrice Segre: cosa pensa delle minacce che ha ricevuto, tanto da portare la Procura a metterla sotto scorta?
«La senatrice Segre è una donna che ha sofferto tantissimo e che merita tutta la nostra solidarietà. Allo stesso tempo, però, respingiamo al mittente la strumentalizzazione politica del Partito democratico. Una strumentalizzazione che la senatrice Segre non merita».
Perché parlate di strumentalizzazione?
«Per prima cosa, nella conferenza dei capigruppo di giovedì non era stato concordato, come invece è di prassi, un momento di “omaggio” alla senatrice Segre. Di conseguenza, ci siamo trovati senza saperlo davanti al discorso del presidente Poggi: a quel punto, ciascun consigliere della Lega, sulla base della propria sensibilità, si è comportato liberamente, agendo come meglio ha ritenuto, e così alcuni hanno deciso di alzarsi in piedi e partecipare a quel momento, mentre altri hanno preferito non farlo».
Il messaggio che è passato, però, è contro la senatrice Segre…
«Ovviamente tutto il gruppo della Lega condanna le violenze ricevute dalla senatrice e ha massimo rispetto per la sua persona. Personalmente mi sono alzato ad applaudire perché ritengo che la senatrice abbia dovuto affrontare delle sofferenze e delle ingiustizie enormi. Mi sono alzato come forma di rispetto per una persona che merita stima, e così hanno fatto alcuni miei colleghi, mentre gli altri, sempre seguendo la loro sensibilità, hanno deciso di non partecipare a quel momento frutto della volontà del Partito democratico e della maggioranza di strumentalizzare una vicenda così dolorosa per beghe di partito».
Siamo già in clima elezioni regionali?
«Sì, ma non è possibile che alcuni strumentalizzino ancora una volta le vicende e il dolore di una persona che ha già sofferto tanto solamente per attaccare l’avversario politico. Capisco che le elezioni regionali si avvicinano, ma su questioni così importanti sarebbe bene evitare ogni polemica pretestuosa». —
L.G.
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