Pd, debiti dopo l’addio: Richetti scatena la guerra in tribunale
Il partito ha pronta l’ingiunzione per 25mila euro non pagati della campagna elettorale: lui si oppone e ottiene 6 udienze
Muro contro muro aspettando il giudice. Il Pd di Modena pretende i soldi della campagna elettorale pattuiti con tanto di promessa sottoscritta. E Matteo Richetti ora replica di aver consegnato la metà della somma perché metà è la legislatura fatta col Pd. E accusa il suo ex partito: non ha neppure comunicato il bonifico al giudice mettendolo così in cattiva luce. Mentre pende l'esecuzione di un’ingiunzione già notificata, i suoi avvocati hanno ottenuto sei udienze per contrastare l'ordinanza. E per lui resta aperto un secondo fronte di presunti debiti col Pd: si parla di 200mila euro. La questione è esplosa in settembre quando Matteo Richetti ha annunciato l'abbandono del Pd, col quale era stato eletto al Senato, e il passaggio al gruppo misto. In quel momento emerse una questione sconosciuta: una serie di ingenti debiti che il partito pretendeva da lui. Il nucleo di queste pretese consiste in 25mila euro che la Federazione modenese dei Dem da mesi chiede a Richetti per vie legali come contributo per la campagna elettorale del 2018. Soldi che chiede in questa quota a tutti i candidati eletti e che tutti gli altri, spiega il Pd, hanno già restituito come da accordi. Al centro di questa vicenda legale c'è un foglio sottoscritto al momento della candidatura sia dal Pd modenese che da Richetti. Un atto privato che impegnava il futuro senatore. Siccome il Pd non ha avuto quei 25mila euro, tramite l'avvocato civilista Antonella Orlandi (ex esponente di Forza Italia, ma professionalmente stimata dal partito avversario) ha ottenuto in giugno l'ingiunzione esecutiva, notificata in luglio a Richetti. L'esecuzione è rimasta pendente per settimane. Si è fatto in modo, si spiega nel Pd, di dar modo a Richetti di soddisfare le richieste, ma alla fine non è stato così. Richetti sostiene invece di aver versato 12.500 euro. È la metà del dovuto perché metà del mandato l'ha fatto col Pd. E ora sostiene di voler saldare anche il resto per una questione di onore. Il segretario modenese Davide Fava e il tesoriere del partito in realtà pretendono in dietro molti più soldi, quasi 200mila euro. Dicono che sono soldi dovuti dal 2013. Ogni eletto versa una quota di 2.500 euro al mese e Richetti non ha pagato gli ultimi sette anni... La partita in tribunale verterà quindi solo sui 25mila euro. Prima udienza a fine mese. —
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