«Sono rimasta seduta perchè il loro omaggio voleva solo dividerci»
Beatrice De Maio spiega la scelta di restare al suo posto «Loro usano l’antisemitismo per fare politica: guardate i social»
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Una cosa la mette in chiaro subito: «La senatrice Segre ha tutta la mia solidarietà per gli attacchi ricevuti e tutto il mio rispetto per il dolore che ha dovuto affrontare nella sua vita. Solidarietà e rispetto che però nulla c’entrano con la strumentalizzazione politica di cui si è reso responsabile il Pd». Parola di Beatrice De Maio, uno dei quattro consiglieri comunali della Lega (insieme al capogruppo Antonio Baldini, a Giovanni Bertoldi e all’ex candidato sindaco Stefano Prampolini) che giovedì pomeriggio, nell’aula di piazza Grande, hanno deciso di non alzarsi in piedi in occasione dell’omaggio a Liliana Segre, la senatrice a vita messa sotto scorta a causa delle minacce ricevute sui social network.
De Maio, perché avete deciso di non alzarvi in piedi quando il presidente Poggi ha reso omaggio alla senatrice Segre?
«Per prima cosa, la maggioranza ci ha presi alla sprovvista, inserendo all’ultimo momento il messaggio del presidente: se almeno avessimo saputo prima dell’intenzione di affrontare l’argomento, avremmo chiesto di inserire nel messaggio la solidarietà nei confronti di chiunque subisca violenze, intimidazioni e minacce politiche. Del resto, poco prima del messaggio per la senatrice Segre, abbiamo partecipato tutti insieme al momento di raccoglimento per ricordare l’ex assessore Ezio Bompani: insomma, il problema nasce quando certe figure vengono strumentalizzate».
Quindi il vostro gesto non è contro la Segre?
«Ci mancherebbe: rispettiamo la senatrice Segre, che ha tutta la nostra solidarietà per gli attacchi e le minacce ricevute. Oggi purtroppo sono tante le persone che vengono insultate e minacciate via social, a partire dal nostro leader Matteo Salvini e dal nostro senatore Toni Iwobi, che viene continuamente insultato per il colore della sua pelle: per questo ci avrebbe fatto piacere inserire un messaggio di solidarietà a tutte le persone minacciate politicamente. Il Pd, però, ha preferito strumentalizzare la vicenda, sapendo che alcuni di noi si sarebbero alzati e altri no. E quello che mi ha fatto più arrabbiare è stato vedere che i consiglieri della maggioranza aggiornavano in diretta le loro pagine social, dimostrando che quell’atto era stato studiato apposta per dividerci».
Non sarebbe stato più semplice alzarsi in piedi, anche per non prestare il fianco a strumentalizzazioni?
«Ripeto: se c’è qualcuno che ha strumentalizzato la vicenda della senatrice Segre, sono stati il Pd e la maggioranza, che usano l’antisemitismo per fare politica. Sono fermamente convinta che l’antisemitismo sia una cosa da condannare senza se e senza ma: quel momento di solidarietà, però, è stato assolutamente strumentale, mentre avrebbe avuto un senso ben diverso se la maggioranza ci avesse avvertiti prima, dandoci modo di costruire insieme un messaggio di solidarietà per tutte le vittime di minacce e intimidazioni politiche». —
L.G.
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