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il dibattito infuria suI SOCIAL 

Web, allenatori e dirigenti uniti «Serve la tolleranza zero»

Web, allenatori e dirigenti uniti «Serve la tolleranza zero»

La svolta dopo il Gaggio «La protesta non basta Le partite vanno interrotte automaticamente» «Serve un tavolo di lavoro»

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Sarà l’episodio del Gaggio a dare la svolta al sistema del calcio giovanile, sempre più ingabbiato in logiche di contrapposizione e di tifo aggressivo? A giudicare dai commenti che sono girati in maniera massiccia sui gruppi di discussione attraverso i telefonini, sono molti i dirigenti e gli allenatori che chiedono un confronto con Csi e Uisp, oltre che con la Figc.

«Penso sia il momento di dare un segnale importante - scrive un dirigente - soprattutto da parte nostra, dirigenti, allenatori. Il nostro compito è trasmettere educazione e valori da acquisire e cementare. Il calcio unisce, non divide!»

«Ad ogni offesa a sfondo razziale - dice un allenatore - ci si ferma, si chiede scusa e si riprende il gioco. Educare significa migliorare i comportamenti: dove non ci si arriva da soli servono regole». «Secondo me - aggiunge un collega - le scuse in questo caso non bastano, la maleducazione è ovunque, nelle scuole e per strada. Dobbiamo insegnare il rispetto».

«Purtroppo - aggiunge un altro - è un problema sociale, nessuno ha la forza e il coraggio di prendere posizione, a prescindere dai commenti a sfondo razziale. Il rispetto manca a tutti i livelli, dai giocatori che deridono allenatori o dirigenti senza che questi ultimi prendano provvedimenti coraggiosi, tollerando ogni comportamento irrispettoso. Occorre partire dalle fondamenta».

«Sono d'accordo con tutto quello che è stato detto, ma purtroppo è difficile a metterlo in atto - scrive un allenatore che è anche dirigente - Le società sono basate sul volontariato e siamo sempre in meno al campo a far rispettare le regole. Io sono dell'opinione che prima di allenatori, siamo educatori, ma il genitore vuole i risultati sin dai bambini del 2013. Arrivano ragazzi ingestibili, con i genitori dalla loro parte. Come indirizzarli?»

«Fino a quando tante società daranno priorità alla quota - polemizza qualcuno - per ovvi motivi, accetteremo comportamenti sbagliati e irrispettosi di giocatori, dirigenti e genitori».

«Io un anno ho sospeso partita con i miei Giovanissimi - commenta un coach - vedendo i genitori di entrambe le squadre affrontarsi in tribuna con spintoni su fallo di gioco. Inevitabilmente in mezzo al gruppo c’è chi non ha niente a che fare con lo sport. Di solito sono proprio questi che hanno poi i genitori che fuori fanno casino».

«Occorre una riunione tra tutti noi, in modo da confrontarci e capire come agire in sinergia, dobbiamo assolutamente intervenire e dare un segnale importante». —



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