Elezioni perse per un solo voto si riconteggiano le schede?
Caroli: «A giorni il responso sulla nostra richiesta per la verifica delle preferenze» «La nuova giunta ha cancellato senza motivo dieci anni di raccolta differenziata»
«Ormai mancano quattro settimane. A metà dicembre sapremo dal Tar se si potrà procedere al riconteggio delle schede dopo le ultime elezioni amministrative, quando la nostra lista ha perso per un solo voto la vittoria. Credo quindi che una verifica sulle preferenze, sulle schede annullate e sulle bianche sia un atto dovuto da parte nostra, non solo nei confronti dei nostri elettori ma per tutta la cittadinanza. La scelta di chi deve amministrare un Comune deve essere garantita dalla massima trasparenza. È stato fatto quello che dice la legge e anche il buonsenso, un errore è sempre possibile».
Con la grinta pacata che amici e avversari gli riconoscono, l’ex sindaco Germano Caroli fa il punto della situazione su due questioni che fanno del Comune di Savignano un caso quasi unico.
Da una parte c’è la sconfitta che sembra quasi una beffa, un solo voto di differenza, della lista “Cittadini insieme per Savignano”, guidata da Rosa Carmignano, appoggiata dall’ex primo cittadino.
Lui dopo due mandati avrebbe voluto dare continuità ai progetti più significativi. Ma il Pd, che sosteneva la lista avversaria, ha optato per Tagliavini sindaco: ce l’ha fatta per un soffio. E a Caroli il dietrofront sulle macchine compattarici, messe per anni in cinque scuole e che hanno coinvolto l’intera cittadinanza, sono il simbolo e il sintomo di scelte sbagliate. Anche i genitori si sono fatti sentire ma non c’è stato niente da fare. Esperienza azzerata.
L’attuale sindaco ha riconsegnato a Hera l’intera gestione della filiera dei rifiuti, differenziata compresa, anche se Savignano è stato per otto anni l’unico Comune che poteva offrire alle aziende plastica e carta così puliti che era in grado di venderli direttamente alle aziende.
«Lo scriva pure - sospira - In pochissimo tempo, con un investimento di soli 80 mila euro in otto anni e grazie al coinvolgimento dei cittadini, Savignano è passata da una sola tonnellata al mese di differenziata a quasi 34 tonnellate per plastica e carta. La qualità della materia prima era così elevata che le aziende venivano a comprarcela a prezzi di mercato. Un esempio? La plastica nei primi anni ci veniva pagata 250 euro a tonnellata e i proventi andavano tutti, puntualmente, alle scuole per le attrezzature didattiche. Prima di questa iniziativa, che abbiamo ribattezzato “Progetto Dea Minerva”, il costo annuale che Savignano pagava a Hera era di un milione all’anno, quasi 100 euro per abitante. Dopo non è calato. Il guaio è che oggi non c’è più nessun ritorno per i cittadini: viene raccolto tutto insieme e il costo della selezione e della pulitura di ciò che esce dai cassonetti viene a mangiare completamente il ricavato delle vendite delle materie recuperate. È questo il grande risultato ottenuto? È pura propaganda dire che ora sono aumentate le percentuali di riciclaggio. Lo si poteva fare meglio. E i cittadini vedono che le macchine per compattare le materie prime, acquistate a suo tempo dal costruttore a Marano, ora sono lasciati ad arrugginire in un capannone. Eppure sono macchinari già venduti agli aeroporti, alle catene di supermercati e fast food in 40 paesi del mondo. È un danno per le casse pubbliche».
« Vorrei sottolineare - conclude Caroli - è che riconosco la legittimità nel migliorare ciò che era stato fatto prima, da parte di Tagliavini e soci. Non sono attaccato a quel progetto per vanità. Ma mi sembra un dispetto ai cittadini azzerare tutta l’esperienza fatta, più che positiva».
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