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Il ritorno dell’ex sindaco Canovi nuovo presidente dell’Atc Mo2

Daniele Montanari

Sarà alla guida dell’ambito territoriale di caccia più grande della provincia In otto votano scheda bianca e chiedono dopo Lamandini una svolta nell’ente

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È Romano Canovi il nuovo presidente dell'Atc MO2, l'ambito territoriale di caccia più grande della provincia che va da Soliera a Montese. L'ex sindaco di Pavullo è stato eletto presso la sede di Gorzano (Maranello) con un verdetto un po' “agitato”: delle 18 quote presenti su 20, 8 sono state per lui, nominato dalla Regione su indicazione della Provincia (Federcaccia, Arcicaccia, Libera caccia, Ekoclub), 8 hanno lasciato scheda bianca (Enalcaccia, associazioni agricole e la maggioranza di quelle ambientaliste) più un voto nullo e un'astensione (lo stesso Canovi). Gli otto della scheda bianca hanno detto che c'è bisogno di una svolta nell'Atc, e che pur stimandolo come persona, in questo momento restano sul chi va là. Insomma, l'eredità lasciata dal quinquennio di Francesco Lamandini sembra complessa da gestire: sicuramente un bel banco di prova per l'ex sindaco che torna all'amministrazione di un ente dopo tre anni di “eremitaggio” nel verde di Monzone.

Canovi, come si sente a tornare in pista?

«Beh, devo dire che il ritrovarmi nel bel mezzo di una discussione mi ha riportato un po' il piacere del dibattito dei vecchi tempi. Hanno pensato che volessi diventare un eremita a Monzone e mi hanno di nuovo tirato in ballo. Ma al di là delle battute, è chiaro che il voto è un campanello d'allarme: il mondo dell'agricoltura pone dei problemi, e voglio capire quali. Non credo siano legati ai danni alle coltivazioni, perché Lamandini ha detto che non ci sono contenziosi. È un problema di rappresentanza? Sono vecchie questioni irrisolte? È altro? Voglio incontrare al più presto le associazioni per un confronto, prima della discussione sul bilancio».

Come gestirà la situazione?

«Intanto non pensavo che ci fosse questa situazione: dall'esterno passava un'idea più tranquilla del contesto. Mi sa che mi ha fatto un bel regalo Tomei a indicarmi: e dire che io stavo bene anche a raccogliere castagne... Un po' di esperienza nell'amministrare ce l'ho, e ho già avuto maggioranze risicate da portare avanti. Ma non ho nessuna intenzione di partecipare a una guerra tra bande: se qualcuno ha intenzione di procedere con veti da una parte e dall'altra, saluto cordialmente la mattina dopo».

Una delle questioni che hanno agitato l'Atc MO2 è stata la raccolta firme per la “secessione” di Serra, Prignano e Pavullo nell'Atc MO3. Cosa ne pensa?

«Io non ho firmato per quell'iniziativa perché non credo affatto che sia una soluzione ai problemi spostare dei comuni da una parte all'altra. Di fronte a un numero di cacciatori in continuo calo, se si vogliono ridurre le spese e fare in modo che la caccia resti sociale e non diventi solo per ricchi, un discorso potrebbe essere quello di unire degli Atc. Ma non è all'ordine del giorno adesso».

Cosa vorrebbe fare nel suo mandato?

«Ho 64 anni e da 48 vado a caccia di lepri e fagiani: vorrei parlare di caccia, di gestione delle cose, di valorizzazione di un'attività e di una rete di persone che sono un patrimonio di vigilanza gratuita sul territorio». —

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