Gazzetta di Modena

Modena

«La moda è il cuore della nostra economia ma uniamo gli sforzi»

Serena Arbizzi

L’assessore Gasparini rimarca l’importanza dell’evento per il settore «Dobbiamo trovare un filo comune che leghi le nostre eccellenze» 

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L’INTERVISTA



Assessore Gasparini, quali sono le novità di quest’edizione di Moda Makers?

«La notizia migliore è il numero di imprese partecipanti, 64: un dato allineato con le ultime due edizioni, nonostante la congiuntura economica non ottimale. Le novità le portano le aziende stesse con le loro collezioni e la loro innovazione».

Perché la manifestazione è strategia per il distretto?

«Perché consente alle singole aziende e a tutto il distretto di mettersi in mostra. Nei giorni di Moda Makers la nostra città si riempie di persone che provengono da ogni parte del mondo. Quale migliore occasione per far conoscere non solo le nostre eccellenze nel tessile abbigliamento ma anche le nostre punte di diamante di altri settori strategici come ad esempio l’enogastronomico. Penso, ad esempio, al lambrusco e al Parmigiano reggiano. Dobbiamo pensare sempre più al distretto come un contesto nel quale il nostro saper fare, le nostre imprenditorialità e le qualità dei prodotti siano valorizzate al meglio. E per fare questo bisogna trovare un filo comune di racconto e visione che leghi tutte le nostre eccellenze».

La moda si può ancora definire un’eccellenza per Carpi?

«La moda era e rimane il cuore della nostra economia. Certo il mondo è cambiato dagli sfarzi degli anni Ottanta e, di conseguenza, anche l’economia della nostra città, ma vedo tutte le potenzialità per poter proseguire nell’essere uno dei maggiori distretti del tessile abbigliamento».

Quali gli aiuti per le piccole medie imprese, protagoniste della manifestazione, alle prese con un contesto molto difficile?

«Come dicevo il contesto economico è profondamente cambiato, così come il mercato e i consumatori. Ma d’altra parte il nostro distretto ha affrontato diverse crisi cicliche. Questo periodo è diverso, però, non è solo una crisi economica. Sono cambiati i consumatori, è cambiato il mondo del commercio, sono cambiati i concorrenti. Quello che un’amministrazione locale può fare, e noi lo stiamo facendo, è cercare il più possibile di rendere attrattivo il territorio. Costruire e implementare la rete tra imprese, ma anche la stessa filiera. Coinvolgere al massimo le associazioni di categoria. Sensibilizzare i livelli politici e amministrativi superiori sul valore delle nostre produzioni. Collaborare alla definizione di percorsi di formazione, aggiornamento e di internazionalizzazione. Questo sta facendo il Comune di Carpi con tutto Carpi Fashion System». —

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