Sfide a cazzotti tra ragazze: quando il Novi Sad è un ring
L’area verde più volte è stata teatro di assembramenti con minori che si davano appuntamento con gli amici per i regolamenti di conti
Il Novi Sad come un fight club, un’arena ideale, collocata tra gli istituti superiori, a pochi metri dalla stazione dei bus, luogo dove transitano migliaia di studenti. Un precedente “celebre” di match tra ragazzi dai 15 massimo 18 anni che si affrontano era avvenuto all’inizio di febbraio di quest’anno. Una sfida riprodotta in tre mini video girati col cellulare dalle decine di spettatori che attorniavano i due che si picchiavano. Si vedevano i contendenti guardarsi con aria di sfida per qualche secondo e poi il “duello” che parte. Schiaffi e pugni, uno dei due ragazzi va giù e viene colpito ancora, fino a quando il pubblico con un’ovazione non stabilisce che il vincitore può smettere di infierire. «Lo sta ammazzando» grida una voce, non con tono di preoccupazione, ma solo di esaltazione. Il video più lungo dura 35 secondi. A fine febbraio fight club due: questa volta a darsele con forza sono due ragazze. Niente film col cellulare (o forse non è stato intercettato dalle forze dell’ordine), ma almeno una quarantina di amici e curiosi a godersi lo spettacolo. Dalla centrale qualcuno guarda le telecamere del Novi Sad e vede il capannello: arrivano le Volanti ma i ragazzi ormai sono già dispersi a show finito. Uno dice agli agenti che tra le due ragazze non correva tanta simpatia...
L’antipatia centra invece ben poco in un’altra maxi rissa esplosa tra decine di giovanissimi nell’ottobre del 2017: si trattava di un regolamento di conti legato al cyberbullismo.
Ovvero, dalle offese sui social network si era passati direttamente alle botte, con tanto di appuntamento. La rissa aveva avuto origine da un gruppo che era stato aperto sui social da alcuni studenti delle superiori modenesi. Nella pagina avevano deciso di commentare il modo di vestire dei loro coetanei e compagni di studi. Ragazzi come loro che, non avendo disponibilità economiche elevate, cercano di vestire alla moda, con abiti anche non firmati o evidenti imitazioni dei brand più “in” tra i giovani. Una pubblica gogna, con immagini catturate qua e là e fatte rimbalzare sul gruppo-pagina social. Dai commenti alle reciproche offese sino all’appuntamento per regolare i conti, in un lunedì che fra l’altro vedeva il tradizionale mercato pieno di avventori. Qualche mese dopo fu un vigile urbano, in servizio viabilità davanti alle scuole, a chiamare rinforzi, facendo di fatto saltare i propositi bellicosi di un gruppo di un centinaio di ragazzi che dalla stazione dei bus si stavano spostando nell’anello verde del Novi Sad. Risse a parte, come abbiamo più volte raccontato le tribune erano diventate un luogo di ritrovo ma anche dove sostare prima dell’inizio delle lezioni ed acquistare droghe leggere dai pusher che affollavano l’area verde. Lo spaccio ora si è spostato in via Fabriani e direttamente in stazione delle corriere. —
S.TO
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