Biometano ex Kermar Conferenza decisiva ma dopo le elezioni
Giovedì la Conferenza dei Servizi. L’eventuale ok slitterà Osservazioni di ditte e agricoltori, il Comune insiste sul bosco
CONCORDIA. Giovedì prossimo si riunirà la Conferenza dei Servizi provinciale chiamata a dare il via libera al maxi impianto di produzione di biometano all’ex Kermar, proposto dalla ditta Bio Bimat.
La decisione tuttavia, verrà presa dopo le elezioni regionali, agli inizi di febbraio. Non solo perché la Conferenza ha tempo tre mesi, ma anche perché ai legali delle ditte incaricate dai privati che si oppongono è stata data indicazione della decisione di rinviare la scelta.
Contro la struttura, oltre alle osservazioni presentate dal Comune sull’onda della rivolta popolare scoppiata lo scorso anno, ci sono infatti anche quelle del Comitato spontaneo “No Biometano” che si è costituito dopo la scoperta dell’esistenza del progetto, e quella della ditta Neri e di Coldiretti.
Ai rilievi di Arpae la ditta proponente - supportata da un noto gruppo industriale - aveva già dettagliatamente risposto nei mesi scorsi.
Sulla questione hanno inteso fare il punto le amministrazioni comunali di Concordia e San Possidonio, l’altra sera in un incontro pubblico, cui hanno presenziato due esperti incaricati e i due sindaci, Luca Prandini e Carlo Casari .
Assente il legale incaricato dal Comune, durante l’incontro, tenutosi alle scuole medie, non sono emerse in effetti molte concretezze, anzi.
Entrambi i Comuni con i loro consulenti tecnici hanno ribadito posizioni già condivise e rese note negli incontri precedenti le elezioni comunali. Ovvero che il potenziale regionale (il biometano deriva dalla macerazione di scarti vegetali) è già ampiamente coperto da impianti di piccole e grandi dimensioni, e che l’area ex Kermar in questione andrà tutelata perché nel frattempo le essenze arboree spontanee che l’hanno parzialmente coperta hanno assunto le caratteristiche di un bosco.
Almeno secondo quanto ha spiegato il dottor Trentanovi , che ha illustrato il ritrovamento di tracce di animali, picchi inclusi, tra gli alberi spontanei cresciuti in quell’area edificabile che l’ex amministrazione Marchini aveva viceversa garantito libera da vincoli naturalistici e paesaggistici, quando fu messa in vendita.
Tracce che rafforzerebbero l’argomento ostativo già fatto proprio del Comune di Concordia a suo tempo, nonostante la freddezza con cui lo avevano accolto i cittadini, in un clima infuocato che oggi sembra stemperato in disillusione o attesa.
Durante la serata comunque sono state fatte domande anche pungenti, mentre ad assistere tra il pubblico c’erano ovviamente i delegati della Bio Bimat, convinta a sua volta di avere tutte le carte tecniche in regola per ottenere il via libera nella fase decisoria che si aprirà alla Conferenza di servizi che si terrà a Modena.
Dove alcuni dei rappresentanti delle associazioni o ditte che hanno presentato le osservazioni hanno chiesto di poter partecipare, almeno come osservatori, ricevendo in queste ore la comunicazione che la decisione per ora è stata rinviata.
Come noto, in questi mesi si è cercato di buttare la palla in campo diverso o avversario, invocando provvedimenti legislativi nazionali per regolare la proliferazione di questi impianti di macerazione delle biomasse, dalle quali è possibile ricavare biogas o biometano. Un business, che da piccoli impianti aziendali ha finito - grazie agli incentivi statali previsti - per attrarre investimenti di grandi gruppi industriali, come nel caso di Concordia. —
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