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sanita’ di eccellenza 

Polo di chirurgia del braccio: Modena si candida

Carlo Gregori
Polo di chirurgia del braccio: Modena si candida

Il Policlinico propone alla Regione un progetto di rilievo nazionale per l’arto superiore da integrare col Rizzoli di Bologna

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Sarà presto presentato alla Regione Emilia-Romagna il progetto “Hub dell’Arto Superiore”, un disegno sanitario ambizioso per la creazione nel Policlinico di un polo nazionale diagnostico-chirurgico e riabilitativo per tutto ciò che riguarda traumi e degenerazioni del braccio e della spalla. Un polo che, integrato con le attività di eccellenza dell’ospedale Rizzoli di Bologna, può ambire a un livello internazionale. Questo progetto, che valorizza le attività di eccellenza della Chirurgia della Mano del Policlinico, era già stato anticipato a cenni nel corso degli ultimi anni. Ora è diventato una proposta con delibera dei vertici ospedalieri di via Del Pozzo. In questo modo Modena si candida a diventare centro di riferimento regionale e italiano per il trattamento di patologia “ad alta complessità interessanti l’arto superiore”, come si legge nel documento per la Regione.

Lo spunto per realizzare questo accorpamento sanitario nasce da una necessità di razionalizzare costi e competenze mediche per questi trattamenti: lo scopo è infatti di arrivare in un solo luogo alla gestione programmabile di tecnologie e organizzazioni complesse “capaci di affrontare in maniera adeguate e peculiari esigenze sanitarie sia acute, sia post-acute, sia riabilitative”. Per questo il Policlinico è indicato dai suoi dirigenti come un possibile polo di eccellenza locale e nazionale nel quale concentrare le “casistiche più complesse in centri (gli Hub) in grado di sviluppare competenze adeguate e mantenere sistemi tecnologici complessi e a elevato impatto economico”. In altre parole, a Modena si possono mettere insieme medici e chirurghi specializzati, finanziamenti, attrezzature mediche, macchinari e sinergie per trattare i problemi al braccio. Per arrivare a questo risultato si punta all’«integrazione tra competenze già presenti al Policlinico in Ortopedia e Traumatologia e Chirurgia della mano». Saranno utili le capacità di professionisti ortopedici e riabilitatori all’ospedale di Baggiovara per facilitare i percorsi riabilitativi, recuperare risorse «in termini di piattaforme chirurgiche». Una volta avviata questa organizzazione si potrà «organizzare in modo ottimale il percorso dei pazienti in fase di diagnosi, trattamento e rieducazione delle patologie traumatologiche e degenerative, anche complesse, dell’arto superiore».

Il progetto di Hub modenese verrà poi integrato con quello regionale già esistente: l’ospedale Rizzoli di Bologna. L’unione delle risorse e delle attività ortopediche tra i due centri, distanti neppure 50 chilometri, permetterà una sinergia stretta che porterà a creare un polo ortopedico di eccellenza. Nel progetto si elencano le specialità: «la traumatologia cronica complessa dell’arto superiore, la chirurgia protesica dell’arte superiore, la chirurgia funzionale in patologie complesse, al gomito, all’avambraccio e alla mano, le malattie rare che coinvolgono il braccio e la spalla, infine le complicanze legate alla riabilitazione post-operatoria e il trattamento sia consecutivo che preventivo». A queste si unirebbero specialità complementari come la chirurgia plastica, la chirurgia vascolare e la chirurgia toracica. —



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