Settimana corta al “Fabriani” Oggi si conclude il referendum
“Guerra” sull’autonomia scolastica tra il sindaco e Prima Spilamberto Oggetto del contendere: l’eliminazione del sabato al comprensivo
la polemica
Verrà svelato questa sera l’esito del referendum promosso tra genitori e insegnanti dell’istituto comprensivo Fabriani sulla settimana corta. Il quesito riguarda la possibilità o meno di eliminare il sabato dal calendario scolastico. Sabato, peraltro, che esiste ancora soltanto in una sola sezione delle elementari e alle medie. Una proposta che ha fatto molto discutere perché in tanti genitori si sarebbero aspettati maggiori spiegazioni, invece di procedere direttamente con la scelta che si concluderà entro oggi. E molte cose rimangono ancora da chiarire.
Intanto si accende, feroce, la polemica tra il gruppo consiliare “Prima Spilamberto” e il sindaco Umberto Costantini, con scambio di battute al vetriolo.
«L’autonomia scolastica oltre che diritto è anche un dovere che preside e consiglio d’istituto devono esercitare - attacca il capogruppo di “Prima Spilamberto” Maurizio Forte sulla decisione di mettere ai voti il cambio di orario scolastico - Inaccettabile l’intervento del sindaco a spiegare e motivare le decisioni della preside perché un conto è invitare i genitori a rimanere calmi, un conto è andare in soccorso a chi invece dovrebbe in prima persona spiegare le sue ragioni, proprio in virtù di quanto stabilito dall’autonomia scolastica». «Preside e Consiglio d’istituto si assumano le loro responsabilità ed esercitino i loro doveri. Scelgano l’orario con tutto ciò che ne deriva» conclude il gruppo consiliare.
A stretto giro arriva la risposta del sindaco Costantini che parla di «mistificazione della realtà, come al solito. Questa volta con una aggravante: per attaccare me trascinano nell’arena politica la nostra scuola. Mi viene il vomito. Quello che ho detto è molto chiaro, ho ribadito che rispetto l’autonomia scolastica e come comune sosterremo qualsiasi decisione il consiglio d’istituto prenderà. Un appello, la politica non è un gioco, mettetela di gettare zizzania, smettetela di scimmiottare il segretario del vostro partito che pur di prendere qualche voto in più è disposto a crepare le comunità - prosegue il primo cittadino - C’è la tenuta di Spilamberto in ballo, dimostrate che vi sta a cuore e tenete fuori dalla discussione partitica le istituzioni scolastiche, sono autonome. Se hanno bisogno di confrontarsi di più lo faranno, se vorranno andare per una strada piuttosto che l'altra lo decideranno loro. Questa si chiama autonomia. Io invece mi interesso del fatto che le persone parlino e si confrontino civilmente non si scannino in chat, su Facebook e lungo il viale dimenticando di mettere al centro della loro scelta i ragazzi. Questo si chiama fare il sindaco». —
S.A.
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