Gazzetta di Modena

Modena

CONVEGNO ACIMAC. TAVOLA ROTONDA INTERNAZIONALE 

Turchia, India, Iran, Nigeria e Cina: i progetti e le richieste

G.B.

2 MINUTI DI LETTURA





Difficile vedere riuniti in una tavola rotonda i rappresentanti industriali di cinque Paesi emergenti del mondo ceramico: Acimac ha compiuto l'impresa, riunendo Ye Yongkai, vicepresidente di New Pearl Ceramics (Cina), Prem Narayan Trivedi, direttore dell'Indian Council of Ceramic Tiles & Sanitaryware (India), Patrick Oaikhinan, Epina Technologies (Nigeria), Mohammad Roshanfekr, a capo dell'Iranian Ceramic Producers’ Syndicate (Iran) Ilter Yurtbay, di Serkap, Turkish Ceramic Tile Association (Turchia). Il messaggio che arriva da tutti i cinque è principalmente: collaborazione. La chiede e la offre il rappresentante cinese: «Siamo pronti a elevare la qualità dei nostri prodotti e impianti. Non siamo solo esportatori di piastrelle, vogliamo collaborare anche in termini di sviluppo tecnologico. Abbiamo puntato molto su questo e su un adeguamento agli standard ambientali più alti. Questo ha comportato molte chiusure e la guerra dei dazi di Trump ne ha portate altre, almeno cento. La vediamo come un'opportunità per chi resta e reagisce». Anche l'India ha in programma un ulteriore crescita: «Ci sono agevolazioni fiscali del 10 per cento circa per le nostre aziende che esportano - spiega il rappresentante indiano – ma poi ci sono anche programmi di miglioramento della qualità abitativa interna. Uno prevede più abitazioni popolari, un altro l'avvio di un centinaio di città smart, puntiamo a garantire un alloggio a tutti entro il 2022, con il contributo della Banca mondiale».

È quasi un appello quello del rappresentante iraniano: «Abbiamo piani di ristrutturazione per almeno il 50% dei nostri stabilimenti, verso il digitale, le lastre ceramiche; abbiamo un piano di agevolazione per abitazioni ai giovani. L'Iran ha molti soldi e vuole spenderli».

Grandi progetti anche in Nigeria: «Siamo già l'ottavo produttore mondiale ma l'obiettivo è un mercato sud africano da 2,1 miliardi di metri quadrati entro il 2025, con il coinvolgimento anche dei Paesi nostri confinanti. Abbiamo investito su fonti alternative al petrolio, sullo sviluppo dell'edilizia, su un programma che vuole dare una casa a ogni nigeriano, con un investimento di 15mila dollari a persona».

Infine la Turchia, che al momento soddisfa principalmente il mercato interno: «Ma solo dall'export può arrivare un intenso sviluppo del nostro settore industriale – spiega il rappresentante turco – perciò stiamo studiando nuovi mercati». —

G.B.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google