Alla scoperta dell’Innovation Lab Maserati fra simulatori di guida e strade riprodotte
Millecento ingegneri e tecnici, tutti giovani, al lavoro per perfezionare le vetture del futuro a misura di guidatore
Si chiama “Innovation Lab” ed è il Centro di Ingegneria di Maserati dove si perfeziona in ogni minimo dettaglio lo sviluppo degli studi applicati alle vetture del Tridente.
La struttura di via Emilia Ovest è stata attivata nel 2015 e ieri, per la prima volta dopo 4 anni, è stata aperta ai giornalisti per svelare con quanta cura i 1.100 addetti di questa sede lavorano in primo luogo sui simulatori, statici e dinamici di ultima generazione, straordinari prodotti della tecnologia che riproducono la realtà stradale con tutte le sue ripercussioni per testare le Maserati del futuro. E non solo nei dettagli tecnici, motoristici e della carrozzeria ma in particolare negli effetti sul guidatore perché «il fine ultimo di Maserati - hanno ripetuto quasi tutti i dirigenti che si sono susseguiti al microfono - è di regalare al cliente che guiderà una Maserati sensazioni eccezionali e adeguate alle esigenze soggettive richieste».
Colpisce il visitatore il percorso lungo l’interminabile corridoio ai lati del quale si trovano, in spazi aperti, i tavoli di lavoro con i computer di centinaia di ingegneri che studiano lo sviluppo delle vetture del Tridente. E colpisce la loro giovane età.
Ma per chi non conosce questa realtà è sorprendente la tecnologia dei simulatori, strumenti che nulla hanno da spartire con quelli che ormai si possono comunemente provare in altri ambienti, poco più che video games.
E lo hanno spiegato con efficacia non solo gli ingegneri ma anche piloti professionisti come Andrea Bertolini e Daniele Manca, la cui esperienza diventa basilare nei test: «Con un simulatore come l’ultimo arrivato - ha detto Bertolini - le differenze con la realtà stradale sono davvero minime e i tempi per lo sviluppo di una vettura in tutte le sfaccettature si stanno riducendo enormemente. Se prima occorrevano tre anni, ora non c’è paragone».
La cosa stupefacente per l’occhio inesperto è che in questa realtà virtuale sono disponibili strade e circuiti veri e quindi Manca e Bertolini possono sedersi alla guida del simulatore e percorrere, per esempio, l’autostrada della Cisa, le salite dello Stelvio o, per stare vicino a Modena, quella di Puianello e i circuiti della competizioni automobilistiche di massimo livello.
Chi non ha dimestichezza con queste realtà virtuali stenta a credere quanto siano aderenti, al minimo dettaglio, al vero asfalto con tutti i suoi effetti sulla vettura e sulla guida. Non solo. In alcuni laboratori di “Innovation Lab” vengono simulati anche tutti gli effetti delle luci esterne sulla guida, la situazione meteorologica con pioggia o nebbia, le miriadi di sollecitazioni che la vettura può subire lungo il percorso stradale. Un grande lavoro viene effettuato sui simulatori per testare motori elettrici su vetture che ancora materialmente non esistono.
Ma non si deve dimenticare che l’uomo, e quindi chi guiderà la Maserati, rimane sempre al centro dell’attenzione nel perfezionamento del prodotto finale. Non a caso fra le centinaia di addetti che lavorano nell’Innovation Lab ci sono in netta prevalenza ingegneri ma non mancano psicologi, fisici, esperti di acustica che lavorano sul mitico “sound” delle Maserati. Per questo, oltre ai simulatori, esiste un settore dedicato all’esperienza che vivrà il cliente guidatore, ambito irrinunciabile per il Tridente: un laboratorio dedicato all’ergonomia del veicolo dove è possibile riprodurre fedelmente la postura di guida, la visibilità e le interazioni con comandi e i display di bordo e dove il veicolo in sviluppo può essere guidato in qualsiasi scenario in modo estremamente realistico.
Verrebbe quasi da chiedersi: ma forse, considerata l’enormità del lavoro che porta a realizzare queste vetture, tutto sommato i prezzi delle Maserati non sono nemmeno elevatissimi. —
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