I muri dell’ex stazione ospitano l’arte Dipinti per celebrare i grandi temi sociali
Quattro disegnatori a Nonantola omaggiano le giornate di Gentilezza, Tolleranza, Infanzia e Violenza contro le donne
il progetto
L’ex stazione delle corriere di Nonantola diventa un museo a cielo aperto. Sette opere campeggiano sui quattro muri e portano la firma di altrettanti artisti da strada italiani. I pannelli sono fissati ai muri e ne abbattono altri, quelli dell’indifferenza, dell’apatia, della violenza. Gli artisti hanno infatti rappresentato quattro temi attuali: la lotta alla violenza sulle donne, i diritti dei minori, la gentilezza e la tolleranza. Tutti temi celebrati nel mese di novembre. Giorno 13 ricorre la Giornata mondiale della gentilezza, sancita a Tokyo dal Movimento globale della gentilezza. Il 16 è la Giornata internazionale della tolleranza, promossa dall’Unesco. Il 20 è la Giornata mondiale dell’infanzia, proclamata dall’Unicef. L’appuntamento per l’eliminazione della violenza contro le donne ricade il 25 ed è stata istituita dalle Nazioni Unite. Sabato 9 novembre era anche la ricorrenza di un altro muro abbattuto. Anzi, il Muro. Trent’anni prima, a Berlino si muovevano passi decisivi verso l’unificazione della Germania e la fine della Guerra Fredda.
«I muri sono l’emblema dell’intolleranza» è stato il commento della volontaria Antonella Spada. E il volontariato è proprio la chiave della riqualificazione: da cinque anni Scialla Spazio Giovani e l’associazione Pace e Solidarietà onlus uniscono infatti gli sforzi per dare nuova linfa all’area. «La nostra prima missione come volontari è creare bellezza - ha riconosciuto Marzia Ragni, rappresentante della onlus - e abbiamo voluto portare tale bellezza fuori dai muri per renderla visibile».
Un’idea che i quattro artisti hanno apprezzato, lavorando gratuitamente. «Il progetto è riqualificazione urbana in tutti i sensi», ha riconosciuto l’artista modenese Carlo Bascelli. Il “Prof” ha rappresentato il tema della gentilezza partendo dal disegno di due bambini. «La gentilezza può essere un fatto formale - ha spiegato Bascelli - oppure un aspetto su cui puntare un’esistenza intera. Se ti poni di fronte a una persona, un animale, persino un fiore come se fosse parte di te cambia tutto». Le due opere sono esposte nella parete a sudovest dell’ex stazione.
Una rotazione a 90 gradi ed ecco i due dipinti dell’artista trevigiano Giacomo Jah Bettega contro la violenza sulle donne. «Ho voluto rappresentare una donna molto forte, orgogliosa e determinata - ha riconosciuto l’artista - per creare uno slogan contro la brutalità».
Il tour prosegue e nell’altra parete ecco “Asmara”, la giovane indiana descritta con i colori da Stefania Marchetto (in arte SteReal).
«Sarebbe stato troppo scontato raffigurare una bambina occidentale - ha precisato Marchetto - ma l’opera è dedicata a tutti i bambini del mondo».
La tolleranza è invece raffigurata nelle due opere nell’ultima parete. La firma è quella dell’artista veneziano “Mi chiamo Zeta”. «Ho rappresentato persone che si abbracciano dentro», ha illustrato l’artista. All’inaugurazione era presenta uno stand di Mediterranea mentre un pannello bianco resta da riempire ed è affidato alla fantasia dei nonantolani che vorranno contribuire al progetto. —
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