Via Emilia, la chiesa del Voto ritorna all’antico splendore
Domenica ci sarà la riapertura con la Messa officiata dal vescovo Castellucci Il sindaco Muzzarelli: «La Madonna della Ghiara ci liberi dalle pesti di oggi»
Ammira le meraviglie che finora sono rimaste in soffitta e invoca la Madonna della Ghiara: «Oggi la peste non c’è più - alza gli occhi al cielo - ma di “pesti” che girano ce ne sono ancora tante, e come comunità bisognerebbe fare di tutto per salvarsi». Un Gian Carlo Muzzarelli particolarmente “mistico” ha presentato ieri mattina la rinata chiesa del Voto di via Emilia centro, l’edificio religioso di proprietà comunale che domenica prossima, in occasione della solennità di Sant’Omobono, riaprirà ufficialmente con una messa celebrata dall’arcivescovo don Erio Castellucci. Una rinascita simbolicamente molto importante, dal momento che la chiesa edificata al termine del periodo più buio della peste bubbonica - l’edificio è stato costruito tra il 1634 e il 1640 come adempimento del voto fatto dai modenesi alla Madonna della Ghiara affinché cessasse la peste del 1630 - sette anni fa è stata colpita da un’altra calamità, ovvero il terremoto del 2012, che oltre a far cadere sulla via Emilia una delle sfere che ne decorano la facciata, ha danneggiato gravemente la struttura, portando alla chiusura. Ma ora la chiesa del Voto torna a tutti gli effetti ai modenesi, come confermano il sindaco Muzzarelli, l’assessore ai Lavori pubblici Andrea Bosi e i tecnici che ieri mattina hanno preso parte al sopralluogo. L’intervento effettuato, finanziato dalla Regione nell’ambito dei lavori post sisma per un valore complessivo di 835mila euro, ha preso il via ad agosto dello scorso anno a cura dell’impresa aggiudicataria Biolchini di Sestola ed è consistito in lavori prevalentemente di tipo strutturale, cui si sono aggiunti alcuni interventi di finitura e restauro. I danni provocati dal terremoto avevano infatti fortemente ridotto la capacità di resistenza alle azioni sismiche di diverse porzioni della chiesa. Già a febbraio sono state ricollocate a decoro della facciata, su nuovi capitelli in pietra, le sette sfere in pietra di Vicenza rimosse in via cautelativa dopo il sisma, quando ne precipitò una in strada. La riapertura ufficiale, dunque, è prevista per domenica prossima alle 15.30, con la messa alla quale parteciperanno il sindaco, il presidente del Consiglio Fabio Poggi, componenti della giunta e dell’Assemblea di piazza Grande, autorità civili e militari, e sarà accompagnata da canti e musica sacra eseguiti dal coro San Lazzaro. «E’ sempre un piacere vedere concluso il restauro di un edificio con una storia così importante per Modena - ha detto il primo cittadino - una chiesa che lega i modenesi e la cui riapertura fa parte del percorso di riconsegna delle chiese pubbliche cittadine». Delle cinque chiese di proprietà comunale rimaste danneggiate a causa del sisma del 2012, sono ora quattro quelle in cui l’intervento, grazie ai finanziamenti regionali, è stato completato: oltre alla chiesa del Voto, il Tempio monumentale, la chiesa di San Barnaba e quella di Sant’Agostino, in cui sono stati fatti anche lavori aggiuntivi finanziati dalla Fondazione. È in fase istruttoria invece il progetto di ripristino e consolidamento post sisma della chiesa di San Biagio, consegnato per ottenere il parere della Commissione congiunta per gli edifici sottoposti a tutela e la congruità dalla Regione sul finanziamento di oltre 800mila euro. —
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