Dai banchi ai quaderni Quanti errori nelle classi
«Non bisogna colpevolizzare la scuola e le maestre, la colpa è anche del sistema». Secondo Michela Vandelli, «da parte politica non c’è più alcun interesse ad educare in maniera corretta. Sono i politici che decidono il sistema scuola. Tutti i governi non hanno una visione pedagogica nel lungo periodo. Si tratta di sviluppare alcune abilità di base. Bisognerebbe inoltre sviluppare la coordinazione del corpo, prima viene il disegno, e poi la scrittura». Nel suo libro l’autrice pone l’accento sulla giusta impugnatura di competenza della scuola dell’infanzia, e la giusta postura nell’atto scrittorio. «C’è una postura nello scrivere. Vedo che la mano non dominante è dovunque tranne che sul quaderno. Invece deve stare sul quaderno, sul banco, perchè funge di aiuto alla mano che scrive. L’altezza del banco e della sedia sono fondamentali, utile sarebbe il poggiapiedi, i gomiti devono stare appoggiati sul banco. Il quaderno dovrebbe essere piccolo, i bimbi non riescono a vedere bene in un quadernone, eppure si usano questi per via delle fotocopie Fanno fatica a scrivere e a guardare in modo corretto. Possono innescare anche problemi posturali e di vista». —
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