Prende a martellate il rivale: gli aveva staccato un orecchio
La vendetta di un 28enne per la violenza subita pochi giorni prima dal coinquilino Il 29enne colpito più volte in faccia ricoverato in prognosi riservata: rischia la vista
Un occhio per un orecchio. Lo ha colpito a martellate in testa per vendetta. Ora la sua vittima è gravissima in ospedale e rischia di perdere parte un occhio. E lui, l’aggressore, è in stato di fermo. Lo ha colpito perché pochi giorni prima l’altro gli aveva staccato parte di un orecchio durante un litigio. Continuavano ad abitare insieme anche dopo questa aggressione. E quando è stato dimesso dall’ospedale è tornato a casa e ha compiuto il suo violento gesto ritorsivo. È accaduto alla mezzanotte tra martedì e ieri in un appartamento nel palazzo di viale Amendola 243. Lì si trova l’alloggio della cooperativa Caleidos dove i due abitano, anche se già sollecitati a trasferirsi altrove. Il primo atto di questo dramma è avvenuto la sera del 3 novembre. Un immigrato africano 29enne, originario del Gambia, si è messo a discutere con il coinquilino, un 28enne anche lui di origini africane (è del Sierra Leone). Tra i due c’erano già forti incomprensioni da tempo anche se non erano mai venuti alle mani. Forse è stata proprio la lunga tensione accumulata ad esplodere in un gesto di violenza: il gambiano ha aggredito l’altro, gli ha afferrato la testa e gli ha strappato un pezzo di orecchio. Subito gli altri inquilini hanno chiamato i soccorsi e poco dopo è arrivata anche la Squadra volante della polizia che ha avviato un’indagine. Il ferito è stato portato al pronto soccorso, ma per l’orecchio non c’era nulla da fare. Ricoverato per alcuni giorni in ospedale, è stato dimesso e a quel punto ha messo in atto la sua vendetta.
È tornato nell’appartamento. Perché, incredibilmente, dopo un fatto così grave e violento come quello che aveva subito, l’altro era rimasto ad abitare lì. E lo ha trovato.
Racconta un altro inquilino da noi contattato ieri: «L’ho visto quella mattina. C’era molta tensione. Si erano messi a litigare. Poi sono dovuto uscire per andare al lavoro e quando sono tornato di notte era già avvenuta l’aggressione». Rimasti soli in quell’alloggio, i due sono venuti alle mani. Il giovane che aveva perso l’orecchio pochi giorni prima si è armato di martello e ha colpito alla testa l’avversario più volte. Anche in faccia. Poi, non è ancora chiaro come, è stato dato di nuovo l’allarme e sul posto è arrivata l’ambulanza del 118 seguita dalla polizia. Ma l’aggressore era già scappato in strada. Lo hanno trovato poco dopo gli agenti della Squadra Mobile della Questura. È in stato di fermo; l’accusa per ora è di lesioni gravissime ma potrebbe anche cambiare in tentato omicidio. Rinchiuso a Sant’Anna, sarà presto interrogato dal magistrato e poi dal giudice per la convalida.
Il suo aggressore, ora vittima, è stato portato al pronto soccorso in condizioni critiche. Perdeva molto sangue e aveva un trauma cranico importante oltre che una grave lesioni a un occhio. Secondo le prime indicazioni, i medici lo hanno ricoverato in prognosi riservata e ha subito una tale lesione facciale che rischia seriamente di perdere l’occhio.
Spiega Giorgio Dell’Amico, coordinatore progetto Mare Nostrum per la cooperativa Caleidos: «I protagonisti di questo duplice incidente sono ex beneficiari del nostro progetto di accoglienza ai quali avevamo offerto un tirocinio per un anno al termine del loro percorso. Era stato garantito un alloggio. Era stato fatto loro presente che in tempi brevi avrebbero dovuto trovarsi una sistemazione autonoma».
«In seguito al primo episodio, i tempi dell’uscita erano stati ridotti ulteriormente. Sottolineo che i due ragazzi vivevano insieme da oltre un anno e in precedenza non avevamo mai avuto problemi di questo tipo», conclude Dell’Amico. —
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