Cinque stelle, oggi il vertice decisivo «Non presentarsi è un errore clamoroso»
«Non presentarsi alle elezioni regionali in Emilia Romagna per il Movimento Cinque Stelle sarebbe un errore clamoroso e difficilmente recuperabile. Inoltre, la “base” non vuole: nei territori c’è molta volontà e aspettativa di vedere il logo pentastellato sulle schede elettorali. E poi, se si perde, si perde con onore, in battaglia, e non scappando». Nel giorno dell’incontro decisivo dei pentastellati emiliano-romagnoli con il leader Di Maio in vista del voto del 26 gennaio, a tornare sulle scelte elettorali è la modenese Giulia Gibertoni, consigliera regionale uscente, nonché candidata alla presidenza nel 2014. L’auspicio, dunque, è che già oggi «si decida di accelerare sulle liste da presentare in Emilia Romagna: non farlo - incalza Gibertoni dalla sua pagina Facebook - rischia di mandare un pessimo segnale a quanti, con grande positività, sono pronti a rimboccarsi le maniche da domattina per portare avanti le nostre battaglie senza aspettative, senza slogan, lontano dalle ideologie, ma con una propria identità. Non presentarsi alle elezioni - incalza la consigliera uscente - sarebbe un duro colpo per gli attivisti e simpatizzanti già oggi smarriti per l’indecisione in vista del voto». Secondo l’ex candidata alla presidenza, insomma, portando avanti l’ipotesi di non scendere in campo e di optare per una sorta di desistenza «ci perderebbe anche il Pd: gli elettori, nell’urna troverebbero un’unica proposta alternativa al centrosinistra, e i simpatizzanti grillini acquisirebbero un disagio verso il partito percepito come il responsabile di questa desistenza, ovvero il Partito democratico, e voterebbero dall’altra parte». Al Pd e al centrosinistra Gibertoni rimprovera anche «una miopia incredibile: invece di riflettere su come possono distinguersi tematicamente e in modo propositivo, si rinchiudono in letture ideologiche e spauracchi del centrodestra, chiedendo al Movimento di allearsi con loro o sperando che non ci presentiamo alle elezioni». Dopo settimane di tentennamenti oggi sarà il giorno della verità per i pentastellati. E visto che l’opzione “desistenza” (su cui si era espresso il bolognese Bugani) è stata bocciata dalla “base” e dalla maggior parte degli eletti, mentre quella dell’alleanza con il Pd sembra molto improbabile dopo la debacle umbra, il M5S opterà probabilmente per una via solitaria. —
L.G.
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