Modena capitale dei Baha’ì, la fede dei professionisti
Tremila praticanti in Italia, in città la conferenza per i 200 anni del loro profeta Medici, architetti, imprenditori: «Religione inclusiva che accetta le differenze»
Non si tratta di una religione popolare né di un credo minoritario seguito da immigrati. In maggioranza i praticanti sono infatti italiani. Non c'è clero organizzato, i fedeli fanno gli architetti, gli ingegneri, i medici, gli imprenditori: «È una filosofia che implica molto studio e comprensione del reale», dice Daniele Gotti, manager in un’azienda di marketing del modenese e referente locale di una comunità in crescita con decine di credenti in città.
Più in generale, i Baha'ì sono almeno 3mila in Italia e 8 milioni nel mondo.
I Baha'ì credono nella non-violenza, nel rispetto delle culture, nell’uguaglianza dei sessi e nell’emancipazione della donna e nell’unità dell’umanità guidata da un Dio unico. «Poco importa il suo nome, se Allah o Dio», specifica Gotti. I Baha'ì si ascrivono nella lunga tradizione monoteista e ritengono il loro profeta il continuatore di Mosè, Gesù e Mohamed. Dopo di loro, per il movimento, c'è Baha-u-llah (gloria di Dio, in farsi) che completa il cerchio della rivelazione divina. Per commemorare il Bicentenario della nascita del mistico Bab, precursore e maestro del loro Profeta, i Baha'ì sono passati anche per Modena dove hanno tenuto una conferenza, patrocinata dal Comune. «A Modena ci sono una cinquantina di fedeli Baha'ì ma sempre più persone si avvicinano al nostro messaggio», nota Daniele Gotti.
Persone come la dottoressa Kindi Taila, medico chirurgo presso l'Usl di Modena che precisa: «Sono una curiosa delle religioni, ho letto alcuni testi del movimento Baha'i e il messaggio di solidarietà e di uguaglianza umana mi hanno colpito positivamente».
«La fede baha'ì è nata in un contesto islamico molto rigido, quello della Persia prima e dell'Iran sciita dopo; è emerso sotto teocrazie ostili a qualsiasi credo distante dalla religione ufficiale - spiega l'ingegnere Giuseppe Robiati - Molti di noi Baha'ì, in Italia, vengono dal mondo cattolico, sono persone che ricercano un contatto senza intermediari con il Divino, senza clero o strutture organizzate», osserva Robiati. «Siamo una religione inclusiva e orizzontale», continua Robiati che afferma: «Il motto del nostro movimento è “La terra è un solo paese e l'umanità i suoi cittadini”». Robiati sostiene la nascita di un nuovo ordine mondiale fondato sulla solidarietà: «Gli uomini sono come dei fiori di un giardino, possono essere all'apparenza molto diversi ma nascono dalla stessa terra».
Robiati, che di professione fa l'ingegnere, spiega l'applicazione reale della sua fede: «Rispettare i valori baha'i sul lavoro, in un'impresa, non è difficile. Il punto di partenza è l'accettazione della diversità. La mia azienda è multietnica. Ho quindi predisposto spazi di preghiera per tutte le confessioni perché riteniamo Baha'i qualsiasi credente nel monoteismo. Così anche il menù della mensa è studiato per rispettare le credenze di tutti». —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google