Presentata a Mattarella la Ferrari Roma
Il presidente della Repubblica ha ricevuto al Quirinale John Elkann e Piero Ferrari che gli hanno mostrato il nuovo gioiello della Casa di Maranello
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MARANELLO. Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha ricevuto oggi, 15 novembre, al Quirinale il presidente di Ferrari John Elkann e il vicepresidente Piero Ferrari. Occasione dell'incontro è stata la presentazione della Ferrari Roma, la coupé della Casa di Maranello.
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"E' stato un onore mostrare la Ferrari Roma al presidente Mattarella - ha affermato John Elkann all'uscita del Quirinale . Nel suo nome è racchiuso il meglio del nostro paese: eleganza, innovazione ed eccellenza tecnologica. Un gioiello di stile e di prestazioni, che saprà farsi ammirare sulle strade di tutto il mondo".
TUTTI I SEGRETI DELLA NUOVA FERRARI ROMA
Armonia delle forme, eleganza senza tempo e tecnologia all'avanguardia. Sono le principali caratteristiche dell'ultima nata del Cavallino Rampante, la « Ferrari Roma» che è stata presentata alla stampa oggi a Roma. E sia la scelta della location che il nome prescelto non cadono a caso. Grazie al suo stile tipicamente italiano, la vettura reinterpreta in chiave contemporanea il lifestyle della Città Eterna tipico degli anni '50-'60 caratterizzato dalla spensieratezza e dal piacere di vivere che in Ferrari hanno battezzato «la nuova dolce vita». La nuova coupé 2+ del Cavallino Rampante monta un motore V8 turbo da 620 cv a 7.500 giri/min, il più potente del segmento.
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Il propulsore, appartenente alla famiglia vincitrice del premio Engine of the Year per 4 anni consecutivi, è dotato di sistema Variable Boost Management che garantisce una risposta immediata ai comandi dell'acceleratore. «Il nuovo cambio a doppia frizione e 8 rapporti, ottimizzato negli ingombri e più leggero di 6 kg rispetto alla precedente trasmissione a 7 marce - è stato spiegato da Michael Leiters, Chief Technology Ferrari - consente di ridurre i consumi e di esaltare il piacere di guida in contesto urbano e nelle manovre di Stop&Go, nonché di rendere la cambiata più dinamica ed emozionante durante la guida sportiva». Leiters ha anche spiegato che la Roma è «la vettura a motore anteriore-centrale 2+ con il miglior rapporto peso/potenza del segmento (2,37 kg/cv), aspetto che contribuisce a rendere l'auto estremamente facile da guidare, dinamica e reattiva».
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La Ferrari Roma, progettata dal Centro Stile Ferrari diretto da Flavio Manzoni, si distingue per un approccio stilistico basato sulla pulizia e sulla sintesi assoluta degli elementi, nonché su proporzioni armoniche e volumi puri ed eleganti. «La vettura - ha sottolineato Manzoni - è caratterizzata da una linea slanciata che parte dal cofano anteriore, enfatizzando la silhouette essenziale della fiancata a fusoliera e il volume fastback della cabina, raccolto e sbilanciato sul posteriore. Per esaltare il minimalismo formale è stato rimosso ogni decorazione o sfogo superflui: il raffreddamento è garantito da una superficie traforata solo dove necessario, che reinterpreta il concetto stesso di calandra. I due proiettori Full Led, attraversati da una barra luminosa orizzontale, suggeriscono un elemento di tensione intorno alla vettura. Il lunotto integra l'ala mobile per preservare la purezza delle forme, mentre la doppia fanaleria posteriore assume una forma a gemma incastonata nel volume».
È stato inoltre sviluppato un nuovo approccio formale agli interni, che passa per la creazione di due cellule dedicate a driver e passeggero. Nuovo anche il volante progettato secondo la filosofia «Occhi sulla strada, mani sul volante»: tutti i controlli principali dell'auto vengono azionati tramite comandi touch, in modo che il guidatore non debba mai togliere le mani dal volante. Il quadro strumenti digitale da 16« fornisce al guidatore tutte le informazioni necessarie, mentre il display centrale con schermo verticale da 8,4» e il nuovo passenger display garantiscono grande intuitività e facilità di utilizzo sia per il passeggero sia per il guidatore.
Tra i sistemi di dinamica veicolo, completamente rinnovati sulla Ferrari Roma, spicca l'adozione del Side Slip Control 6.0 (novità assoluta su questo tipo di vettura) con manettino a 5 posizioni e Ferrari Dynamic Enhancer, il dispositivo che controlla l'angolo d'imbardata attraverso l'attuazione di una pressione idraulica al sistema frenante. La prime consegne della Ferrari Roma sono previste prima della prossima estate e il prezzo, è stato annunciato, sarà di poco superiore ai 200mila euro iva compresa.
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LA SCHEDA
La denominazione scelta da Ferrari per l'ultima arrivata la Roma, per quando apparentemente inconsueta, è perfettamente in linea con una tradizione che lega - fin dal 1950, cioè tre anni dopo la fondazione - le sigle numeriche dei modelli del Cavallino ad un riferimento geografico. È la 340 America del 1950 ad inaugurare questa consuetudine, probabilmente per ribadire (come il modello 342 dell'anno successivo) la sua destinazione all'export. Nel 1952 arriva la Ferrari 340 Mexico, ma in questo caso il riferimento allo Stato dell'America Centrale è legato alla partecipazione alla celebre Carrera Panamericana del 1953.
Seguono in questo anno la 250 Europa e la 375 America. Nel 1954 debutta, invece, il primo nome di una città: è quella di Monza, sede del celebre autodromo. Lo si trova sulla 750 Monza e sulla 250 Monza, entrambe destinate alle competizioni e prodotte in pochissimi esemplari (31 la prima e 4 la seconda). Una 860 Monza ritorna nel 1956, e nello stesso anno debutta la 410 Superamerica, una splendida gran turismo destinata a sostituire la 375 America. Nel 1957 Ferrari presenta la 250 California, oggi uno dei modelli più ricercati (e pagati) dai collezionisti.
Per ritrovare un nome 'geograficò bisogna attendere il 1966, quando viene presentata, su base 330 GT 2+2, la 365 California. Altro 'saltò di 30 anni e Ferrari lancia nel 1996 la 360 Maranello, che ricorda la sede dell'azienda, e nel 1999 la 360 Modena, evidente omaggio alla città di nascita del fondatore. Nel 2002 torna il nome Maranello, questa volta legato alla 575M che sostituisce la 550. Revival nel 2005 per il nome Superamerica che per la prima volta viene utilizzato senza sigla numerica. Deriva dalla 575M Maranello ed è una coupé che si trasforma in pochi secondi in cabrio grazie al tetto elettrico. Un anno dopo debutta nella 599 GTB il nome di Fiorano, il comune del modenese che confina con Maranello e su cui sorge la pista prove della Ferrari.
Del 2008 il ritorno (anche questa volta da solo) del nome Calfornia, che continua a contraddistingue una GT scoperta. Torna nel 2012 con la serie California 30 e nel 2014 con la California T. Nel 2009 Ferrari ha però allargato la 'mappà dei suoi nomi con la 458 Italia, evidente omaggio al nostro Paese. Del 2018, infine, un grande ritorno - quello del nome Monza - per le SP1/SP2 prodotte in serie limitata, e il debutto del nome Portofino, che lega la celebre località ligure ad una splendida GT coupé-cabriolet. Da notare che fin dal 1943 lo stesso Enzo Ferrari volle legare il simbolo della sua scuderia (lo scudetto con il Cavallino che gli era stato regalato dagli eredi di Francesco Baracca) a Modena, utilizzando per il fondo il giallo canarino colore della città.
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