Carpi. Erika ammessa alla laurea magistrale Il rettore approva la deroga. E il ministro la ringrazia
La studentessa caregiver frequenterà il corso di Ingegneria «Dopo tanti sforzi il mio sogno finalmente si avvererà»
CARPI «Ora, finalmente, dopo mesi di battaglia, riesco a respirare. Finalmente potrò studiare la materia che ho scelto e migliaia di altre persone nella mia situazione potranno beneficiare di diritti».
Una data storia, quella di ieri, per Erika Borellini, la studentessa caregiver di 25 anni che ha visto certificato, nero su bianco, il diritto di iscriversi alla laurea magistrale in Ingegneria elettronica.
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Diritto che le era stato negato per un solo punto. Dopo un lungo testa a testa mediatico con l’università e una petizione sottoscritta da decine di migliaia di persone in tutta Italia, il ministro Lorenzo Fioramonti ha comunicato che i caregiver saranno equiparati agli studenti lavoratori. Questo significa che Erika potrà beneficiare di due punti in più e potrà realizzare il suo sogno. Ieri, il regolamento necessario per rendere attuativa questa disposizione all’ateneo di Modena è stato firmato dal rettore Carlo Adolfo Porro davanti alla stessa Erika in Rettorato.
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«Il rettore mi ha ricevuta nel suo ufficio, dicendomi di essersi mosso dall’inizio del suo mandato per risolvere il mio caso e velocizzare i tempi - racconta Erika - Martedì l’assemblea del Senato accademico lo ha autorizzato ad attuare la manovra. Poi, giovedì a Roma c’è stato un incontro al ministero. È stato difficile, ma alla fine abbiamo tagliato il traguardo. Poi mi ha fatto vedere il foglio con la deroga per me e me lo ha firmato davanti. Io mi sono commossa, è stato bellissimo. Anche se non ho ancora pensato a come festeggiare. Intanto mi riposo perché tra poco occorre ripartire con la spesa e la routine». Le mansioni quotidiane di Erika, che assiste la mamma Lorenza, colpita da aneurisma, non si fermano, infatti.
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Il rettore Carlo Adolfo Porro dice che al vicenda di Erika ha «avuto il merito di fare emergere problematiche sociali e di impegno lavorativo complesse: queste richiedono risposte adeguate da individuarsi attraverso nuove soluzioni anche di tipo istituzionale e normativo». Il rettore sottolinea poi il “vuoto normativo” a livello nazionale colmato solo parzialmente con l’intervento della legge regionale del 28 marzo 2014.
«Un’accurata istruttoria di tutti gli atti e i regolamenti interni, che ho avuto modo di promuovere in questi giorni nella mia veste di neo rettore, e il decisivo incontro presso il Miur ci consentono di sciogliere finalmente e con serenità alcune preoccupazioni ostative e sulle quali abbiamo raccolto il parere espresso dal Consiglio di corso di laurea, che si è pronunciato favorevolmente e in maniera unanime alla richiesta di deroga, l’appoggio degli organi d’Ateneo che hanno esaminato quanto emerso dal supplemento di istruttoria da me avviato» continua il rettore.
«Pur in assenza di una disciplina specifica in ambito di formazione universitaria e come già accennato di definitivo riconoscimento nazionale di questa figura del “caregiver”, decretiamo una soluzione positiva rispetto alla richiesta di deroga di Erika Borellini e, più in generale, auspichiamo una soluzione legislativa che colga a livello nazionale le aspettative di altri studenti e studentesse che si adoperano con altrettanta ammirevole dedizione a queste delicate mansioni».
L’assessore regionale Patrizio Bianchi aveva, a sua volta, scritto al ministro Fioramonti per Erika. E anche il deputato Pd Andrea Rossi ha richiesto che l’ordinamento riconoscesse la figura del caregiver insieme alle loro tutele.
E lo stesso ministro Fioramonti ha pubblicamente ringraziato Erika con un post su facebook
«Voglio ringraziare Erika Borellini, che ha permesso di fare della sua battaglia un valore per tutti i caregiver, ovvero di tutte quelle persone che dedicano gran parte del loro tempo alla cura di un familiare». Inizia così il post del ministro Lorenzo Fioramonti che ricorda la battaglia vinta da Erika Borelli per equiparare lo status di studente caregiver a quello di studenti lavoratori. «Questa battaglia è andata a buon fine anche grazie al Rettore dell'Università di Modena e Reggio Emilia, il prof. Carlo Adolfo Porro, che ha raccolto l'invito mio personale e del MIUR a equiparare lo status di studente caregiver a quello di uno studente lavoratore -spiega Fioramonti- Oggi Erika può finalmente realizzare un sogno, quello di accedere al corso di laurea magistrale in Ingegneria Elettronica. Ma il suo è anche il riconoscimento di una legittima esigenza sociale». «Un grande risultato che spero possa essere preso d'esempio da tutte le Università affinché, nel rispetto della loro autonomia, i caregiver siano considerati al pari degli studenti lavoratori. A Erika, un grande augurio per per la continuazione del suo percorso di studio», conclude il ministro.
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