Ruspe sulle case del degrado Maxi demolizione in via Tarozzi
La stecca di abitazioni ormai disabitate sarà abbattuta dopo la bonifica Lavori anche sugli altri appartamenti popolari di via Zanasi rifugio di sbandati
Sarà un’imponente opera di demolizione e bonifica per “riqualificare l’area dal punto di vista urbanistico, con un’operazione di ricucitura al contesto urbano”. È arrivato il nullaosta operativo per attivare il percorso che porterà le ruspe ad abbattere i giganteschi stabili di via Tarozzi tra i civici 51-77 e 52-78 e ad effettuare un’imponente sanificazione in via Zanasi tra i numeri 70 e 80. Per i lavori sono stati stanziati quasi 300mila euro in parte finanziati dalla Regione e in parte dal residuo Erp. Si tratta di 39 alloggi ormai disabitati, di proprietà del Comune, destinati ad edilizia residenziale pubblica e che si trovano a ridosso del centro storico.
La relazione elaborata sugli stabili sconsiglia un intervento di recupero. «Le caratteristiche architettoniche degli stabili, edificati all’inizio del ‘900, non sono di pregio, le facciate sono intonacate e presentano diverse zone di distacco od ammaloramento di intonaco e tinteggiatura; gli scuretti lignei delle finestre presentano un visibile stato di vetustà - si legge - All’interno, gli alloggi presentano rivestimenti e pavimenti in genere vetusti e rovinati. Le dimensioni delle aperture esterne sono spesso ridotte e non adeguate al rapporto aero-illuminante. L’organizzazione degli spazi interni risulta non conforme alle normative attuali, presentando infatti servizi igienici di dimensioni molto ridotte o scale con gradini di alzata eccessiva e pedata minima. Le fessurazioni su pareti portanti e i cedimenti delle fondazioni sono evidenti».
Non sarà comunque un lavoro semplice tanto che prima di attivare le demolizioni è previsto una corposa opera di bonifica anche alla luce delle occupazioni abusive più volte annotate dai cittadini e dalla stessa polizia municipale. «A seguito delle diverse occupazioni abusive degli alloggi - viene annotata nella relazione - si dovrà prevedere la sanificazione degli interni e la bonifica da eventuali rifiuti pericolosi, così come la rimozione e smaltimento degli stessi e delle masserizie residue presenti. In particolare questa attività dovrà essere svolta nella mezza stecca di via Zanasi, la quale rimarrà in piedi, ma dovrà essere resa inaccessibile per eventuali future occupazioni abusive. Le lavorazioni previste, visto lo stato di abbandono e di degrado degli immobili, dovranno essere precedute da opere di disinfestazione, sanificazione e pulizia, in modo da rendere il lavoro compatibile con le inderogabili esigenze di sicurezza e tutela dei lavoratori. Si prevede inoltre la pulizia di tutti gli ambienti, consistente nella raccolta e conferimento ad apposita discarica di eventuali rifiuti tossici o tossico nocivi, presenti all’interno degli immobili da demolire». —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
