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il caso 

Si fingono maggiorenni per la discoteca: denunciate

Stefano Totaro
Si fingono maggiorenni per la discoteca: denunciate

Si entra dai 16 anni: le quattro 15enni hanno esibito documenti di altre persone I buttafuori hanno chiamato la polizia e la serata delle amiche è finita in questura

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Ci hanno provato a spacciarsi per più grandi ma a tutte e quattro è andata male. Forse perché il trucco è ormai strausato in varie forme e modi, queste ragazzine sono state scoperte e si sono trovate in questura invece che in discoteca, dove di lì a poco sono state raggiunte dai genitori. Quella che doveva essere una serata di festa, da trascorrere assieme ad altre decine e decine di ragazzi e alle ragazze, è finita nel peggiore dei modi: non solo con le ramanzine e gli inevitabili provvedimenti dei genitori nei loro confronti, ma anche una denuncia in stato di libertà per il reato di sostituzione di persona. Cosa avevano combinato le quattro ragazze? Volevano oltrepassare la soglia della discoteca non avendone i requisiti. Sono tutte quindicenni ma il limite per entrare nei locali da ballo, a Modena, è di sedici anni. Tempo fa lo aveva stabilito il Tulps, Testo unico della legge di pubblica sicurezza, ora questa norma è stata abrogata e sono i Comuni ad avere la facoltà di limitare l’accesso ai minori imponendo i propri limiti. Modena ha dunque stabilito che la soglia è quella dei sedici anni. Le quattro quindicenni, pertanto, per bypassare il divieto, hanno mostrato documenti di identità di altre persone. Alcuni di questi documenti come sembra, erano di maggiorenni. E questo, la maggiore età, avrebbe consentito loro di poter consumare alcolici. Come riferisce la questura, le ragazze hanno mostrato documenti di altri al personale specifico addetto ai controlli, gli ex buttafuori, ora chiamati più professionalmente “asc”, ovvero addetti ai servizi di controllo dei locali pubblici. E questi hanno agito secondo il copione concordato e stabilito nel protocollo d’intesa sottoscritto in prefettura da forze dell’ordine, sindacati e gestori dei locali pubblici. Hanno cioè informato e chiamato sul posto le forze dell’ordine.

È arrivata una pattuglia della squadra Volante i cui agenti successivamente hanno portato le ragazzine in questura chiamando i rispettivi genitori. «Quello di spacciarsi per un’età diversa da quella che si ha davvero è un trucco purtroppo molto usato - ammette Luca Ascari, segretario del Silb, sindacato locali da ballo - e per questo sono stati istituiti controlli specifici con richiesta di esibire i documenti. Spesso vengono sorpresi ragazzi con fotocopie più o meno grossolane, oppure si vedono le date di nascita manomesse. In questo caso i documenti erano di altri. L’importante è che, in caso di sospetti, di qualcosa di poco chiaro o di un trucco evidente, gli addetti alla sicurezza facciano la segnalazione e facciano intervenire le forze dell’ordine, in modo da chiarire subito responsabilità e modus operandi». Non per niente la nota diffusa dalla questura su questa vicenda termina sottolineando come sia stata «fondamentale la scrupolosa e attenta attività svolta dal personale addetto ai controlli in stretta sinergia con le forze dell’ordine, secondo quanto previsto dal Protocollo sulla sicurezza nelle discoteche, a garanzia di un sano divertimento e a tutela degli utenti». —

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