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l’incredibile caso 

«Sono un sindacalista della sigla Pinco Pallo» E la trattativa salta

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«Sono un sindacalista della sigla Pinco Pallo» E la trattativa salta

Cgil, Cisl e Uil abbandonano il tavolo per uno sconosciuto  “collega” che voleva partecipare. Per l’azienda era ok

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«Senta scusi, ma lei chi è?»

«Io? Io sono un rappresentante del sindacato “Pinco Pallo”».

Non hanno creduto alle loro orecchie i sindacalisti di Cgil, Cisl e Uil quando un sedicente collega si è presentato al tavolo delle trattative con Sosel, azienda modenese che si occupa di servizi. Un tavolo che poi è saltato perché i confederali non intendevano condividere le trattative con “Pinco Pallo”, mentre per l’azienda non c’era nessun problema.

Cgil Filcams, Cisl Fisascat e Uiltucs hanno voluto quindi chiarire quanto avvenuto, anche a fronte della massima trasparenza nei confronti dei lavoratori dell’azienda: «Vogliamo informarli - spiegano le sigle - che abbiamo immediatamente abbandonato il tavolo di confronto, che aveva come tema il rinnovo del Cia e la situazione aziendale, per motivi gravi».

I confederali ricostruiscono così la grottesca riunione: «Al tavolo è arrivato un dipendente a nome di una non ben definita, sedicente associazione di lavoratori, autocostituita, non riconosciuta, denominata “Pinco Pallo”, recante unicamente alcune firme di dipendenti Sosel, mancanti di certificazioni e autenticazione e pertanto prive di personalità giuridica come prescritto dalla Costituzione».

A questo punto i sindacati, quelli storici e riconosciuti, chiedono all’azienda che il “pinco-palliano” venga allontanato: «Non era titolato a partecipare e incapace di produrre una qualsivoglia documentazione attestante la sua effettiva rappresentatività. La direzione aziendale, invece, ha ritenuto legittima tale presenza, costringendoci ad abbandonare il tavolo. La nostra scelta è stata compiuta in quanto la posizione dell’azienda è inopportuna e in totale contrasto con il rispetto dovuto ai lavoratori e alle loro legittime rappresentanze». I confederali sottolineano che se avessero proseguito la trattative avrebbero consentito all’azienda «una condizione tale per cui chiunque si potrebbe presentare al tavolo della delegazione senza alcun vincolo di mandato o responsabilità. Chiediamo all’azienda di rivedere la propria posizione e riconvocare un tavolo». Senza pinco-palliani di sorta. —

GIB

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