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Maranello, la presidente del Senato in visita alla Ferrari

Maranello, la presidente del Senato in visita alla Ferrari

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MARANELLO Il Presidente del Senato della Repubblica Italiana, Maria Elisabetta Alberti Casellati, ha visitato oggi la sede della Ferrari a Maranello. Il Vice Presidente Piero Ferrari e l’Amministratore Delegato Louis Carey Camilleri hanno ricevuto il Presidente Casellati, che ha avuto modo di conoscere i diversi reparti dell’azienda e di approfondirne i processi produttivi e organizzativi. A seguire si è trasferita a Modena, per incontrare gli alluevi ufficiali dell'Accademia Militare.

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«Il ruolo dell'Esercito e dell'Arma dei Carabinieri è sempre più legato alla vita sociale della nostra comunità. Dalla sicurezza urbana alla lotta alla criminalità organizzata, dalle attività contro le nuove fattispecie di reati (penso ad esempio all'ambito digitale e alla cybersicurezza), alla difesa del territorio contro le eco-mafie, fino al contrasto al terrorismo, non c'è settore in cui non sarete chiamati a dare il vostro prezioso contributo».

Così il presidente del Senato Maria Elisabetta Casellati si è rivolta agli allievi ufficiali dell'Accademia militare di Modena. «Penso, inoltre - sottolinea - alle tante missioni internazionali, nei luoghi più difficili del pianeta, dove donne e uomini in divisa sono impegnati per portare aiuto, pace e assistenza alle popolazioni civili. Un impegno che contribuisce direttamente all'autorevolezza e al prestigio dell'Italia nel mondo. È di pochi giorni fa, purtroppo, la triste notizia del ferimento di 5 militari italiani in Iraq, vittime di un vile agguato attraverso un ordigno esplosivo. Il loro ruolo, lo sottolineo con gratitudine e orgoglio, è quello di formare ed addestrare le truppe locali contro il pericolo tuttora rappresentato dai miliziani dell'Isis.

Un'azione quindi direttamente legata alla lotta contro il male, contro il fanatismo, contro chi vuole sovvertire la nostra civiltà. A loro è andata la vicinanza di tutti gli italiani, a loro vada il nostro pensiero e il nostro grazie», conclude il presidente del Senato.

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