Più di seimila “sardine” per cantare Bella Ciao e dire «no» a Salvini
Piazza Grande gremita nonostante la pioggia, per tutto il giorno duello a distanza col leader del Carroccio: «Modena non si lega: non ci sono simboli, solo persone»
Alle 19, in piazza Grande, pioveva così insistentemente che sembravano nel mare le migliaia di “sardine” radunatesi nel cuore della città per dire «no» a Salvini e alla Lega. Alla fine erano seimila, quasi settemila è pronto a giurare qualcuno. Comunque tante, tantissime.
Per fare da argine alla deriva populista - lo dicono ripetutamente in piazza - sono arrivate da tutta la regione, sfidando il traffico, il freddo e la pioggia.
«Facciamogli sapere che l'Emilia è un'altra cosa», avevano chiesto gli organizzatori. E così è stato, fitte fitte sotto gli ombrelli le “sardine” hanno cantato insieme “Bella Ciao”.
C’era chi imbracciava cartelli, “Io non abbocco”, “Modena non si Lega. C'è chi dice no!”, “Giù le mani dalla nostra regione”, per citarne alcuni.
Chi, invece, era “agghindato” con i piccoli pesci divenuti simbolo della “prima manifestazione ittica della storia”.
Perchè così era stata definita dai quattro giovani coinquilini bolognesi che il 15 novembre, in concomitanza con il comizio di Salvini al PalaDozza, sono riusciti a portare 12mila persone in Piazza Maggiore.
Obiettivo? «Dimostrare che i numeri effettivi contano di più delle bugie di Salvini». Le immagini della piazza sono rimbalzate per giorni sui social e su tutti i media, spingendo due giovani modenesi a decidere di organizzare “il bis” in città al grido di “A Modena si legano solo le estermità dei tortellini”, come recitava uno degli slogan più riusciti della piazza ieri sera.
Loro sono Jamal Hussein e Samar Zaoui, studenti universitari poco più che ventenni.
Su Facebook, la loro “chiamata alla piazza” aveva entusiasmato oltre 14mila persone poi, ieri mattina, il fulmine a ciel sereno: un tweet di Salvini che riportava lo screenshot di un post di maggio pubblicato da Samar Zaoui nella quale era raffigurato l'ex Ministro dell'Interno a testa in giù. «Una delle “sardine democratiche” che sarà in piazza oggi a Modena contro di me, poco tempo da invocava il mio omicidio da parte di un giustiziere e mi raffigurava a testa in giù», ha tuonato il leader della Lega, delegittimando così l'intera manifestazione. Immediata la replica delle sardine dal loro profilo principale: «Ora abbiamo due possibilità. Tornare a nasconderci dietro responsabilità altrui oppure rispondere alla chiamata del vivere civile e democratico (...) Un'altra piazza piena sarà semplicemente...bellissima. Cambiamo una storia durata troppo a lungo».
E la piazza era piena davvero, quasi 7mila persone, di tutte le età. Un'iniziativa che in un primo momento era programmata in piazza Mazzini ma che poi, data la sorprendente pioggia di adesioni, si è deciso di spostare sotto la Ghirlandina, nel cuore pulsante della città. Identico alla manifestazione bolognese il codice etico richiesto per Modena: “nessuna bandiera, nessun partito, nessun insulto”.
Niente simboli, insomma, solo persone. “Modena non si lega” cantavano in coro manifestanti, tra cui tantissimi giovani e famiglie, in una piazza gremita da Vigilia di Natale (e oltre). Perchè non capita spesso di vedere una comunità che protesta pacificamente per farsi portatrice di un messaggio: “I nostri valori non sono quelli di Salvini”. Tutti lo ripetevano.
«Siamo persone normali che vogliono vivere senza odio». E mentre il leader della Lega ha annullato la passeggiata in via Gallucci per radunare quattrocento sostenitori al 212, negli anni della sfiducia e dell'anti-politica piazza Grande ieri sera era decisamente sveglia. Gente comune e anche campioni, come gli assi di Modena Volley Zaytsev e Rossini.
Un movimento senza tessera e senza una storia politica è stato capace, in pochissimi giorni, di portare la società civile a “farsi sentire” come non faceva da tempo. Le immagini della piazza completamente sommersa da ombrelli colorati resteranno a lungo nella nostra memoria. Sono un dato di fatto. —
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