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Castelfrigo: licenziati i lavoratori delle coop La decisione al giudice

Carlo Gregori
Castelfrigo: licenziati i lavoratori delle coop La decisione al giudice

Gli avvocati dei 70: «Il tribunale spieghi se sono dipendenti» Il tribunale prende tempo e domani asta sul ramo d’azienda

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I settanta ex lavoratori delle cooperative “spurie” Ilia D.A. e Workservice di Val Samoggia sono dipendenti della Castelfrigo oppure no? Lo chiedono loro stessi tramite i loro avvocati - Daniele Treca e Claudia Candeloro - al giudice del lavoro di Modena mentre incalza la vendita giudiziaria: ieri mattina hanno iniziato l’udienza per un ricorso cautelare d’urgenza dopo che il curatore fallimentare del colosso delle lavorazioni carni di Castelnuovo li ha licenziati. Una domanda più che legittima dal momento che è la seconda volta: erano stati già licenziati prima del fallimento. Il fatto è però che non erano mai stati assunti, come ha sottolineato anche al consigliere regionale di L’Altra Emilia Romagna Piergiovanni Alleva, che è anche docente di diritto del lavoro. Il giudice si è riservato. Ma sentiamo le ragioni di questo ricorso d’urgenza dalla viva voce dei due legali coi 70 lavoratori prima dell’inizio dell’udienza. Spiega l’avvocato Treca: «Dopo il fallimento della società committente Castelfrigo la curatela ha comunicato l’avvio di una procedura di licenziamento collettivo preventivo. Crediamo che questa manovra sia stata fatta per escludere i lavoratori al passaggio alle dipendenze del concessionario. Noi abbiamo depositato un ulteriore ricorso di istanza cautelare per ottenere un riconoscimento della dipendenza dei lavoratori prima della vendita della Castelfrigo fallita a un nuovo acquirente». Si teme che i lavoratori non passino alla nuova gestione? «Certo, questo è il secondo licenziamento preventivo e ha solo il fine di tenere fuori i lavoratori da questo passaggio. I dipendenti erano già stati licenziati nel 2017 dalle due cooperative dopo la cessazione dell’appalto. Sono passati due anni e non siamo ancora arrivati a conclusione. È un datore di lavoro che disconosce il rapporti di lavoro e poi li licenzia. Come è possibile?» Aggiunge l’avvocato Candeloro: «Il ricorso vuole costringere il tribunale a decidere se questi lavoratori siano dipendenti oppure no. Il secondo licenziamento non è stato ancora impugnato. Lo impugneremo dopo una risposta del giudice alla nostra domanda». —



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