L’ex moglie e i figli chiedono a Rainone 1,5 milioni di danni
ZOCCA. Un milione e 450 mila euro di risarcimento. È la richiesta - sostanzialmente simbolica, trattandosi di una persona carcerata e di fatto nullatenente - formulata ieri mattina davanti alla Corte d’Assise di Modena dalla parte civile costituita al processo per duplice omicidio aggravato e stalking, a carico di Angelo Rainone.
L’avvocato Andrea Stefani, che rappresenta l’ex moglie di Rainone, Rossana Bertarini, e i suoi due figli, al termine di una lunga e articolata arringa ha ritenuto logica e comprovata dalle circostanze probatorie indirette l’imputazione di Rainone, quale unico responsabile del feroce omicidio di Breno e Ugo Bertarini, l’uno padre l’altro zio della Bertarini.
Sulla falsariga della lunga requisitoria del pm Lucia De Santis, Stefani ha provato a dare una senso o una ipotesi diversa alla ricostruzione d’accusa, giungendo alla conclusione che l’unico possibile assassino, per i rapporti personali ed economici che erano progressivamente degenerati in litigi, denunce per stalking e pesanti minacce, specie nei giorni precedenti i delitti commessi la mattina del 26 febbraio 2018 nell’azienda agricola Monte San Giacomo dalla quale Rainone (inizialmente ammesso con una quota dell’1%) era stato estromesso, non possa che essere lo stesso Rainone. «C’è un movente evidente - ha detto Stefani - e manca un alibi ma c’è un tentativo maldestro di costruirsene uno. Poi il silenzio sui filmati che lo ritraggono quella mattina mentre si reca e mentre lascia l’azienda, la roncola utilizzata per i delitti che solo lui sapeva dove poter trovare. Infine la consegna ai carabinieri dei soli abiti della parte superiore che indossava quel giorno, mentre le scarpe e i pantaloni sono scomparsi...».
Nel pomeriggio sono invece solo iniziate le arringhe degli avvocati difensori Francesca Lazzeri e Samantha Amodio, che si concluderanno domani. Nella sostanza - finora - è un fuoco di fila incrociato sulla dubbia credibilità dei racconti di Rossana e del figlio maggiorenne, che il giorno 27 trovarono i cadaveri. —
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