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nel cuore della notte 

Assalto al caveau dell’Ipercoop I Portali I banditi fuggono speronando la polizia

Stefano Totaro
Assalto al caveau dell’Ipercoop I Portali I banditi fuggono speronando la polizia

Sbarrati gli accessi al retro con cassonetti, filo spinato, fittoni in cemento e auto. L’armadio cassaforte ha retto al flessibile

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Assalto al caveau dei Portali con Suv ed auto potenti appena rubate, portelloni sfasciati, flessibile che cerca di mangiarsi l’acciaio della cassaforte, le strade d’accesso blindate da bidoni, filo spinato e “panettoni” di cemento e anche auto fracassate all’occorrenza. Quando ormai la banda di sette, otto malviventi stava per mettere mano al bottino, l’allarme ha fatto accorrere le Volanti.

Inseguimenti, speronamenti, agenti feriti e finiti all’ospedale, rincorse scavalcando cancelli e cortili: la banda è riuscita a dileguarsi ma il colpo, da decine di migliaia di euro in prodotti tecnologici di marca tra i più costosi e non solo, è stato sventato. Tutto si è consumato l’altra notte, in una manciata di minuti a cavallo delle 4, un colpo studiato nei minimi dettagli, sia nella zona d’attacco che nella scelta della via di fuga, una strada sterrata che ben pochi, a Modena, conoscono: un “percorso” che dal retro dell’Ipercoop si snoda verso l’area abitualmente occupata dai nomadi e che sfocia nella zona del cosiddetto lago di Modena Est per arrivare a via della Resistenza. Questo accorgimento, così come altri particolari, inducono gli investigatori a pensare che la banda avesse un informatore, un basista.

Verso le 4 dunque arriva alle centrali l’allarme dai Portali. Subito una Volante sfreccia ma la sua corsa si deve arenare non appena l'equipaggio si porta nel retro, nella zona dove ci sono i magazzini. L’accesso lato palasport è bloccato: i ladri per proteggersi hanno preso alcuni cassonetti della spazzatura e li hanno legati fra loro con cavi d’acciaio e filo spinato. Una barriera molto efficace. Lo è ancora di più quella creata ad hoc dall’altra parte, nell’altro lato di accesso, ovvero su via Fossa Monda. Qui i malviventi hanno spostato i pesantissimi “panettoni”, i blocchi in cemento e li hanno collocati al centro della via. Non solo, dopo aver spaccato finestrini e tagliato le gomme, hanno creato un’ulteriore barriera piazzando alcune auto di residenti in mezzo alla strada. Nonostante questi impedimenti, l’occhio degli agenti (intanto erano arrivate sul posto altre due pattuglie, tutte quelle del turno notturno) cade sulle luci posteriori, sulle sagome di due mezzi che si allontanano ad alta velocità imboccando una strada sterrata che porta ulteriormente nel retro dell’ipermercato, nell’area dove ci sono le roulotte dei nomadi.

Erano un Suv Bmw e Bmw X1, vetture potenti e robuste risultate in seguito rubate, proprio per commettere il colpo, in una concessionaria a Gambellara in provincia di Vicenza. Le Volanti, capendo che i ladri sarebbero sbucati n via della Resistenza, si portano in zona e qui i banditi, per evitare di essere catturati, usano le loro auto come armi: il Suv prova a speronare una Volante ma il primo equipaggio riesce abilmente ad evitare l’impatto, l’altra Volante però viene centrata dalla Bmw X1 da cui, dopo lo schianto, escono quattro giovani che , dopo pochi metri di corsa, si separano a due a due cominciando a saltare recinzioni e cancelli tra le abitazioni del quartiere. Vengono inseguiti a piedi, ma dopo poco riescono a sparire così come quelli dentro al Suv. La banda di professionisti aveva lasciato sul campo, fuori dai magazzini, una terza auto, una Nissan Qashqai rubata la scorsa settimana al concessionario Pelloni di via Nonantolana. L’avevano usata come ariete per abbattere il cancello e il portellone d’ingresso dei magazzini, sfasciando ogni cosa. La banda, una volta entrata, ha puntato al caveau dell’Ipercoop, dove c’è un grande e robusto armadio-forziere. Avevano iniziato a cercare di aprire la cassaforte utilizzando un flessibile, ma l’allarme e i tempi più lunghi del previsto hanno fatto desistere il malviventi. I danni sono ingenti. —



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