Lo stress della Bassa tra Secchia e Panaro: ultima notte di paura fino a Concordia
Oggi in paese ponte e scuole chiuse, come a San Possidonio Gli altri centri verso la normalità. Si guarda alle previsioni
Le piene di Secchia e Panaro hanno attraversato questa notte la Bassa, tenendo in apprensione tutto il territorio anche ieri, nel lungo mercoledì trascorso da Protezione civile e amministrazioni comunali in un continuo monitoraggio del territorio, degli argini e del livello dei fiumi. Soprattutto delle previsioni del tempo, che nella Bassa annunciano una breve tregua, ma che per il week end non sono complessivamente ottimali, con precipitazioni anche in Appennino, che potranno scaricare acqua e neve sciolta a valle. Molte manifestazioni in programma oggi e nel week end sono peraltro già state annullate.
Alla luce della lentezza con cui la piena si è mossa sull’asta dei due fiumi, a Concordia e a San Possidonio le scuole di ogni ordine e grado sono chiuse anche oggi, tra l’altro per la difficoltà di spostarsi sul territorio: il ponte tra Concordia e la frazione di San Giovanni, che collega la Bassa al novese (compreso il collegamento per l’A22 a Reggiolo) e al carpigiano, sarà chiuso con ogni probabilità fino a metà giornata. «Il tempo di deflusso previsto è di circa 12 ore, e la piena del Secchia quindi si protrarrà indicativamente fin verso le ore 12 della giornata di giovedì 21», comunicavano ieri da Comune e Provincia. E la giornata di ieri non è stata da meno, con la progressiva chiusura dei ponti da Modena verso Nord. Dal mattino presto - è toccato sul Secchia ai ponti di San Martino Secchia, a Ponte Motta e al Ponte di San Possidonio, oltre a Concordia. Unico collegamento praticabile tra il carpigiano e la Bassa è rimasto il ponte Bacchello (nonostante qualche fake contraria) che ovviamente nelle ore di punta ha sofferto . A Nord invece lo sfogo lo ha rappresentato Bondanello, nel mantovano, ma abbastanza accessibile a mirandolesi e concordiesi.
L’asta del Panaro a sua volta è rimasta in stand by. Specie a Finale dove è chiuso sistematicamente il ponte di Cà Bianca, «Il livello delle ore 12 è di 17.24 metri, al di sopra di circa 1,25 metri del limite che per precauzione ha indotto la chiusura del ponte vecchio sul fiume Panaro», chiariva ieri il sindaco Palazzi. Nella “Venezia della Bassa” nel pomeriggio sono proseguiti i lavori del Consorzio Burana per chiudere la falla sul canale Diversivo che non perde più ma che ha allagato i campi adiacenti le centrali energetiche a biomasse e a biogas .
Il territorio di pianura comunque è al limite: da giorni i campi di San Clemente, e le case sparse sopportano gli stress dettati dagli equilibri di apertura e chiusura delle “Porte Vinciane” a Bomporto, in parte corretti dall’utilizzo delle idrovore per gettare acqua in Panaro, la cui piena è passata in paese nel pomeriggio. Tanto che il Comune ha deciso di riaprire le scuole e di consentire il mercato settimanale, aprendo il ponte in ferro di Solara e decidendo solo di tenere chiuso il vecchio passaggio sul Naviglio in piazza.
Nei campi restano i danni e alle colture così come i disagi per quanti, pur preparati, sono costretti periodicamente a sopportare l’acqua che li circonda. Per monitorare una situazione che comunque non ha mai compromesso il livello massimo degli argini (oggi ci sono limiti rigorosi e le chiusure scattano con abbondanti margini) nel corso di queste notti sono rimaste al lavoro (coordinate dai Coc) tanti dipendenti e amministratori pubblici, oltre ai volontari. —
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