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dopo la rottura dell’argine 

Sabato Finale in piazza «Discarica un sopruso Dobbiamo ribellarci»

Sabato Finale in piazza «Discarica un sopruso Dobbiamo ribellarci»

Il comitato promotore chiede aiuto ai bambini e ai giovani «Avviso della natura, come nel 2012 per il deposito gas»

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FINALE. «Occorrono segnali di ribellione e di rivolta contro questo sopruso che viene compiuto sulla nostra pelle... Sia chiaro che non ci faremo intimidire o lusingare». Parole dell’assessore Gianluca Borgatti, alla vigilia della manifestazione organizzata per sabato a Finale, contro la mega discarica, destinata a rifiuti industriali non pericolosi che la Regione vuole piazzare in via Redene Cremonine. Proprio di fronte al Diversivo il cui argine ha rotto in questi giorni, dalla parte opposta: «In questo caso non si tratta di politica; tutti insieme abbiamo il dovere di lottare per una battaglia civile e dar lustro al ricorso al Tar fatto dal Comune, in quanto ultima speranza legale di poter vincere questa impresa. Qualcuno per motivi economici si vuole impossessare del nostro futuro, non glielo permetteremo», aggiunge il giovane consigliere comunale Paolo Saletti.

Ed è ai giovani che l’Osservatorio civico “Ora Tocca a noi” ha rivolto il suo appello, organizzando l’evento: per la manifestazione di sabato sono stati interpellati i rappresentanti dei genitori dei bambini delle scuole, e i rappresentanti degli studenti delle superiori, perché facciano partecipare bambini e ragazzi: «Finale può andare sott'acqua per esondazioni... Questo dicono i documenti emessi dagli organi competenti che valutano anche le cattive condizioni degli argini e dei fondi. Questo dice anche la storia e questo è comprovato dalla classificazione di alcune zone definite alluvionabili a forte rischio idraulico come lazona della Discarica Hera / Feronia/ Regione Emilia-Romana. Ci rivolgiamo alla Magistratura, al Tar e a tutti gli organi preposti: intervenite, questa discarica è illegale, lo sanno tutti ed è scritto su tutti i documenti», attacca l’Osservatorio. E la rottura dell’argine, proprio come accadde qualche anno fa con il deposito gas di Rivara dopo il sisma, ha risvegliato l’attenzione del territorio, finora abbastanza indifferente a questo gigantesco impianto, oggetto per di più di una inchiesta tuttora in corso della Procura.

«La terra come al solito ha parlato per noi. Quello che è capitato con la rottura dell’argine alle Meleghine, io lo paragono a quella scossa del 20 maggio 2012. La terra ci vuole bene e ci da modo di capire che il livello della sua sopportazione è al limite», scrive Alvise Abbottoni, consigliere comunale a San Felice ed attivista del Comitato No Gas di Rivara.

L’appuntamento è alle 11 di sabato in Piazza Verdi. Sono stati invitati i sindaci del territorio. Ci sarà anche Carmine Piccolo il “podista per l’ambiente”, componente del tavolo “Basta Veleni”. —

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