Scuola, congelata la proposta per l’orario con 6 ore al giorno
Battuta d’arresto momentanea del progetto per procedere a tappe forzate alla trasformazione di elementari e medie in scuole con giornate da sei ore.
Il blitz, comunicato dalla preside Margherita Montalbano ai genitori con due facciate e una scheda di votazione affidate agli alunni, veniva presentato come un innocuo sondaggio. Ma non era affatto così. Infatti nel Consiglio d’Istituto aperto anche ai genitori, è stato detto chiaramente che se avesse prevalso il Sì, si sarebbe andati dritti al nuovo orario per raggiungere la settimana corta. Certo, nel suo lungo intervento ha cercato di minimizzare il fatto che aveva già deciso tutto a priori, presentando la scelta fatta ai genitori con il calendario delle ore. Su questo hanno avuto buon gioco i docenti che già il 14 novembre hanno reclamato la centralità degli alunni e il loro apprendimento.
«Con i bambini - hanno detto in buona sostanza con un intervento di alto profilo - siamo noi i professionisti della didattica. Ad esempio per le medie sono stati previste sei ore al giorno quando un orario del genere non esiste neppure negli istituti superiori. Chi ha avuto occasione di presenziare alle seste ore in quelle scuole potrà testimoniare quanto sia faticoso l’insegnamento e pure l’apprendimento per gli studenti. Le ricadute negative sarebbero gravi per tutti quando si tratta di avere a rotazioni materie importanti come italiano e matematica. I docenti non sono stati consultati e la decisione è stata calata dall’alto, condivisa con le famiglie prima che con i genitori».
Il feticcio della settimana di cinque giorni per sei ore è stato bocciato con 64 voti dai docenti, contro 9 astenuti e 47 favorevoli. Per quanto riguarda il personale tecnico, il più favorito, il sì ha avuto 24 sì, un No e un astenuto. I genitori, con una votazione senza schede certificate, senza consegna validata ma anzi diluita nel tempo e con fogli di carta fotocopiati, alla fine sono risultati favorevoli con 626 Si, 481 no e 9 nulle.
Ma che validità ha un documento che chiede un assenso, presentato prima come un sondaggio e poi invece come determinante a cose fatte senza schede numerate e certificate? «Alla luce di quanto emerso - ha concluso il Consiglio d'Istituto - prendiamo atto della spaccatura. Serve tempo per riflettere». —
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