Accoltellò la sorella fino a crederla morta: sei anni di reclusione
Condannato a quattro anni di carcere ai quali si aggiungono due anni in una struttura psichiatrica (Rems) da trascorrere subito dopo aver trascorso la pena in cella. Cosimo Rizzello, il 38enne che in aprile ha accoltellato così tante volte la sorella Francesca da crederla morta, è stato ritenuto colpevole di tentato omicidio dal giudice al termine del processo con rito abbreviato (la pena comprende già lo sconto di un terzo previsto dal rito). Il giudice ha riconosciuto il parziale vizio di mente (già diagnosticato) per l'imputato (difeso dall'avvocato Giacomo Tognetti). Si chiude così un fatto di sangue gravissimo avvenuto nela prima mattina in un alloggio di via Bolognese a Villanova dove la vittima si trovava con la madre e il fratello da poco tornato a casa dopo un periodo di cure: dopo un lungo passato di tossicodipendenza Cosimo aveva infatti trascorso ben sette anni a VilIa Igea e da due era in cura al Centro di salute mentale di Modena pur avendo finito per rifiutare le cure. Le tensioni in famiglia c'erano sempre state, è emerso, proprio per il suo carattere irascibile. La sorella Francesca - estetista molto conosciuta in città - era appena tornata a casa dalle vacanze pasquali nel Salento, sua terra d'origine, insieme con il figlio piccolo. Alle 9 è andata a casa della madre in via Bolognese. In cucina ha incontrato Cosimo, detto Mimmo, e tra i due è scoppiato un litigio banale. Cosimo ha afferrato un coltello in cucina e ha iniziato a sferrare una serie di fendenti contro la sorella che, caduta a terra ferita, ha iniziato a perdere molto sangue. Credendo di averla uccisa, Cosimo è andato di sua spontanea volontà alla caserma dei carabinieri per autoaccusarsi del delitto. Per fortuna, Francesca è riuscita a reggere alle gravi lesioni . —
C.G.
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