Ex colonia di Monfestino la Regione è pronta a cederla
L’assessore al Bilancio: «Già dal 2005 fu offerta al Comune ma ci fu un rifiuto» 5 Stelle: «Problemi sempre rinviati ora diventano emergenze: sindaco dimettiti»
«La Regione è ancora disponibile ad accogliere e valutare qualsiasi possibile proposta che, nel rispetto dei vincoli esistenti, sia tale da consentire il recupero e la riqualificazione dell'ex colonia di Monfestino per fini pubblici rilevanti per la comunità locale».
Lo scrive l'assessore regionale al bilancio Emma Petitti nella risposta all'interrogazione presentata dalla 5 Stelle Silvia Piccinini. Nel documento l'assessore fa tutta la cronistoria dell'immobile, da cui emerge che già nel 2005 il Comune di Serra ha avuto l'occasione di entrare in possesso del bene a condizioni vantaggiose, ma ha rifiutato.
«Dal 2005 si è attivato un confronto con l'amministrazione comunale, proponendo all'ente l'affidamento in gestione o l'acquisto del complesso - scrive Petitti, non nascondendo la delusione - Tale percorso non ha sortito gli effetti sperati».
A rilanciare ora la richiesta di uno sblocco della situazione è la consigliera 5 Stelle Giulia Gibertoni, che evidenzia l’urgenza di interventi sulla struttura. Sulla quale poi i pentastellati di Serra lanciano un’idea che potrebbe avere uno sviluppo in prospettiva: «Potrebbe ospitare un centro congressi, uno spazio culturale, una scuola dello sport in collaborazione con quella di Pievepelago ma che punti al tennis, o molto altro. Per un buon progetto di riqualificazione esistono i fondi europei».
«No al polo a Ligorzano»
Intanto i 5 Stelle locali affrontano il problema scuole nell’urgenza attuale, con un’istanza forte: «A seguito della chiusura della scuola dell’infanzia, ultimo di molti colpi inferti alla cittadinanza, come Movimento chiediamo le dimissioni del sindaco e di tutta la giunta per grave incapacità nella previsione, programmazione e gestione dei quotidiani problemi di un Comune, trasformandoli ogni volta in emergenze».
Poi l’elenco delle criticità: «Scuole chiuse, scuole a chilometri dal centro con disagi e costi per i trasporti, costruite sulle frane, progetti di scuole milionarie, insostenibili e sproporzionate rispetto al fabbisogno, opere esistenti smantellate senza ragione, area di emergenza della Protezione civile e per l’elisoccorso senza manutenzione, sperperi in consulenze, feste lontane dal centro che non supportano le attività commerciali, cattiva gestione del personale, strade dissestate e famiglie isolate da mesi, piscina chiusa, campi da tennis inutilizzabili, ora addirittura il “no” dell’amministrazione alle luminarie nel periodo natalizio, che non sono una priorità, ma sono il termometro del degrado di un paese che dovrebbe vivere di turismo ed è in caduta libera».
«Ad oggi non è ancora stato individuato lo studio - evidenziano i 5 Stelle - che farà il progetto del primo stralcio del polo scolastico nella frazione di Ligorzano e a maggio 2020 dovrebbero iniziare i lavori pena la perdita dei finanziamenti. Motivo per cui si sosteneva la necessità di procedere in emergenza, senza coinvolgere la popolazione, senza valutare le possibili alternative».
Per i pentastellati il progetto-Ligorzano «è di una portata tale da togliere risorse a tutto il resto e non è necessario, almeno non nei termini in cui lo si vuole imporre. Spostare le scuole dal centro, come si vede già ora con la soluzione temporanea delle elementari a Riccò, svuota il paese, lo priva della sua anima».
Il gruppo fa la sua proposta: «Si può pensare a un polo scolastico in centro diviso fra pineta e zona vecchie scuole, valorizzando tutta l’area delle attività commerciali». —
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