«Biblioteca esplosa, c’è chi ci vuole male»
Distrutta dai raudi la teca con i libri. Il presidente Luca Mucci: «La ricostruiremo». I testimoni: due giovani sono scappati
Ancora un atto vandalico alla “biblioteca rossa”, la postazione del cross booking del parco Amendola, accanto alla panchina rossa contro la violenza alle donne. Questa volta niente fiamme, ma la teca con i libri da leggere gratuitamente ieri verso le 18 è stata fatta saltare in aria, probabilmente con l’esplosione al suo interno di parecchi raudi. «Noi non molliamo, la ricostruiremo subito. L’altra volta, solo una decina di giorni fa, potevo anche pensare che qualcuno, di notte, col freddo, abbia bruciato i libri per scaldarsi. Ci poteva stare. Ma questa volta no. Qui c’è qualcuno che ci vuole male, che vuole colpire questa biblioteca libera che sta avendo tanto successo, accanto ala panchina contro la violenza alle donne, Qualcuno che vuole colpire quello che questa iniziativa significa e simboleggia, proprio adesso che siamo nella settimana contro la violenza alle donne. E poi è stato visto qualcuno che scappava via....». Sono le 18.20. Luca Mucci, il presidente dell’associazione Loving Amendola, gira avanti indietro sul prato, evitando i pezzi della teca, le pareti rosse in legno che dal piedistallo, collocato proprio acanto alla panchina rossa, sono volati ai quattro angoli dell’area verde. La teca , che conteneva un cinquantina di libri donati dai cittadini e collocati per la pubblica fruizione di chiunque ne sia interessato alla lettura, è stata fatta esplodere. Con ogni probabilità vi è stata infilata all'interno una intera scatola di raudi, petardi potentissimi che si accendono senza bisogno di una fiamma. Non ci sono bruciature sui pezzi di legno della teca schizzati ovunque, a distanza di parecchi metri. Non ci sono bruciature nemmeno sui libri, tristemente sparsi sull’erba bagnata. Alcuni sono come se fossero stati morsi: è stata l'esplosione, la deflagrazione a portarsi via dei pezzi di libro. La stessa forza d’urto che ha, anche in questo caso, spezzato lo spigolo del piedistallo dove era collocata la teca: è probabilmente la zona dove sono stati collocati i raudi. Sotto al piedistallo infatti ci sono alcune “miccette”, piccoli pezzetti di petardi che non sono sfuggiti all’occhio esperto degli agenti della Digos, subito o accorsi al parco Amendola assieme a Volante e Municipale . «Ho ancora il cuore il gola - dice Mucci - perché mi sono spaventato e molto. Alle 18, minuto più minuto meno, ero nel bar che stavo preparando il materiale per una riunione serale quando si è sentito un botto pazzesco. Ho pensato ad una bomba: i vetri, la vetrina, dentro tremava tutto. Sono corso fuori, ho visto alcune ragazzine, con dei loro amici che erano nell’area giochi. Ho detto loro di venire dentro, per ripararsi. Poi ho visto i libri per terra, un pezzo della teca finito proprio davanti al bar. Ho capito che avevano fatto saltare la biblioteca. Fuori non ho visto nessuno».
Ma alcune ragazzine sì e hanno raccontato tutto alle forze dell’ordine.
«Eravamo dentro al quella struttura a forma dio drago - dicono- e per questo forse nessuno ci ha notato. Appena abbiamo sentito il boato abbiamo guardato fuori. C’era un giovane fermo sul sentiero davanti al bar, mentre c’era uno che si è allontanato in bici, poi ha fatto due giri avanti e indietro, in brevissimo tempo, per poi andare via velocissimo».
«Il fatto che abbiamo visto due persone - dice Mucci - mi fa pensare che sia un atto studiato. Un palo e l’altro che va a far saltate la teca dei libri... Qui se passava qualcuno si faceva davvero molto male. Dopo i libri bruciati abbiamo avuto la solidarietà di tutta la cittadinanza. Un via vai di gente che ci portava i libri: ne ho stoccati ormai 600. Ricostruiremo tutto, nel week end forse no, ma lunedì ce la faremo. E ora qui è tempo di mettere una qualche telecamera...». Bortolamasi, segretario del Pd dmodenese, stigmatizza: «Condanniamo con decisione l’ennesimo vandalismo, non sottovalutiamo la portata dell’episodio e il suo possibile valore simbolico, e invitiamo tutti, cittadini ed amministrazione, a non abbassare la guardia». —
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