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Ostetricia, si riaccende il sogno Bonaccini apre al punto nascite

La consigliere Cargioli: «Chiudere fu un errore per la complessità del territorio» Bettini: «Se ancora discutiamo non è per merito della politica»

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PAVULLO. «Se si vorranno cambiare parametri e norme, noi siamo pronti a riaprire i punti nascita». Lo ha detto il governatore della Regione Stefano Bonaccini a margine dell’incontro di giovedì a Borgotaro con i comitati che chiedono la riapertura del reparto nel loro ospedale. Ma il discorso riguarda anche Pavullo, perché Bonaccini si è dichiarato pronto a procedere per tutti e tre i punti nascita chiusi in Emilia Romagna: «Per riaprire - ha sottolineato - devono cambiare i parametri fissati da una norma del Governo Berlusconi del 2011, per la quale sotto i 500 parti annui vanno chiusi. Come presidente della Conferenza delle Regioni, per quasi un anno e mezzo ho chiesto un incontro al Governo precedente gialloverde per discutere su come eventualmente modificare i requisiti richiesti, mettendo sempre al primo posto la sicurezza della mamma e del nascituro. Non ho mai ricevuto risposta. Ho già chiesto un incontro al nuovo ministro Speranza e mi auguro arrivi al più presto, per fare passi avanti concreti e rispondere a esigenze dei cittadini e dei territori».

Il messaggio è stato postato sulla sua pagina Facebook dalla consigliera pavullese (Pd) Stefania Cargioli con apprezzamento: «Ho sempre detto che chiudere il punto nascita di Pavullo è stato un errore - ha ribadito - sono stati tenuti in considerazione solo i parametri nazionali senza valutare la vastità e la complessità del territorio del Frignano. Penso che si debba pensare seriamente a riaprirlo, con tutti gli standard di sicurezza che le mamme del Frignano meritano».

Ne è nata una ridda di commenti di gente comune e di figure istituzionali, a testimonianza di quanto il tema resti sentito. «Vorrei ricordare a Bonaccini che i punti nascita li ha fatti chiudere la Lorenzin, e non altri» ha commentato da Lama il consigliere di opposizione Ivan Bolini.

«Se oggi siamo ancora qui a parlare di possibilità di riapertura del punto nascita è solo per uno studio attento e incrociato di normative e documenti amministrativi non certo portato avanti dalla politica e dalle istituzioni» ha bacchettato Maria Cristina Bettini del comitato “Salviamo l'ospedale”. «Dov’erano - ha aggiunto - i consiglieri regionali nel 2017 quando veniva stilata la richiesta di deroga per Pavullo con lacune sui dati? Bonaccini non ha mai cambiato atteggiamento in tre anni: ha sempre rimpallato la responsabilità al Governo appellandosi a parametri di sicurezza sui quali c’era la possibilità per le aree disagiate di andare in deroga, in base al decreto 2015».

Nell’agone anche il sindaco di Montefiorino Maurizio Paladini, che ha chiosato: «Limitare la discussione sul servizio sanitario in montagna alla chiusura dei punti nascita di Borgotaro e Pavullo mi sembra molto riduttivo». —

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