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l’allarme di gilberto luppi di lapam 

«Ilva chiusa? Un disastro per 34mila nostri addetti»

«Ilva chiusa? Un disastro per 34mila nostri addetti»

«È il numero dei lavoratori nelle oltre 2mila aziende modenesi della metallurgia I politici devono risolvere il problema: la fabbrica di Taranto è troppo importante»

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Il presidente generale Lapam di Modena e Reggio Emilia, Gilberto Luppi, lancia il grido d’allarme: «L’acciaio italiano - afferma - serve per l’80 per cento il mercato interno e lo spegnimento degli altoforni dell’Ilva rappresenterebbe un danno molto importante per le imprese del comparto».

«La crisi dell’ex Ilva, se le cose dovessero andare verso la chiusura dello stabilimento di Taranto - aggiunge Luppi - avrà effetti pesantissimi sul nostro territorio. I dati non lasciano dubbi: l’Emilia-Romagna è la seconda regione italiana per numero di addetti, circa 180mila, nei settori della metallurgia, prodotti in metallo, macchinari e apparecchiature, oltre la metà (il 52,4%, 90.660 persone) lavora in pmi con meno di 50 addetti. A Modena il dato è in linea con questo: stiamo parlando di circa 34mila addetti nel settore, il 52,2% (17.439) che lavorano nelle 2.158 imprese con meno di 50 addetti. Per le nostre imprese artigiane lo spegnimento dell’impianto di Taranto provocherebbe problemi di approvvigionamento della materia prima, aumento dei tempi di consegna, difficoltà logistiche e, in sostanza, maggiori costi che manderebbero in crisi l’equilibrio economico di settori determinanti. Se l’acciaio non si acquista in Italia si compra all’estero e in un momento di stagnazione economica e di crisi generalizzata del settore, questo dato è assai preoccupante. La maggior parte dell’acciaio coils (piano) prodotto rimane in Italia. Il resto lo compriamo all’estero e la chiusura dell’Ilva metterebbe tutta la filiera a rischio».

L’indagine dell’Ufficio studi Lapam Confartigianato evidenzia come Modena abbia oltre 2mila piccole e medie imprese nei settori metallurgia, prodotti in metallo, macchinari e apparecchiature, con un numero molto significativo di addetti.

I 17.439 registrati a fine 2017 (ultimo dato disponibile) rappresentano il 6,5 per cento del totale degli addetti del territorio impiegati in imprese non agricole e in questa classifica Modena si pone all’ottavo posto in Italia.

Stessa posizione se consideriamo il totale dei lavoratori di questi settori, che a Modena, appunto, sono circa 34mila. Questo significa, semplicemente, che l’eventuale chiusura dell’ex Ilva di Taranto impatterà in modo pesante sul nostro tessuto economico.

«La politica - conclude il presidente Luppi - deve intervenire in modo deciso, non è possibile trovarsi in questa situazione. Questa fabbrica è troppo importante per chi ha nella meccanica il fiore all’occhiello della produzione, come succede dalle nostre parti. Non possiamo permetterci un salto nel buio, che potrebbe avere conseguenze disastrose non solo per Taranto e per la Puglia, ma anche per l’Emilia». —

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