Gazzetta di Modena

Modena

San Felice. Compra diamanti per 75mila euro Banca risarcisce

San Felice. Compra diamanti per 75mila euro Banca risarcisce

Prima ordinanza del tribunale che riconosce nel modenese il danno al cliente della Bpm che dovrà ridargli 46mila euro per non aver spiegato il valore

2 MINUTI DI LETTURA





SAN FELICE. Lo avevano indotto ad acquistare diamanti, facendogli spendere 75mila euro. Ma a seguito del fallimento di Intermarket e soprattutto delle inchieste giornalistiche di Report, ha verificato suo malgrado che quei diamanti valevano il 30% appena di quello che ha speso.. Così un conosciuto sanfeliciano ha deciso di avviare una causa civile contro il Banco Bpm, l’unico istituto che non ha accettato di risarcire i proprio clienti nella vicenda-diamanti, di cui era rimasto vittima tra tantissimi altri anche il cantante Vasco Rossi.

«Abbiamo dapprima tentato una conciliazione - spiega soddisfattal’avvocato sanfeliciana Ilaria Zavatti - ma Banco Bpm (che comprende anche Banco Sgsp) ha offerto giusto un 25-30%, quando invece il mio cliente lamentava un danno attorno al 60-70%. Così abbiamo instaurato un Procedimento Sommario, al quale peraltro la banca si è opposta, affermando che non c’erano testimoni. Il giudice ha comunque ammesso il procedimento, e il giorno 19 novembre il dottor Paolo Siracusano ha firmato l’ordinanza, che riconosce al mio cliente un danno superiore, dell’ordine di 46mila euro, oltre alla rivalutazione degli interessi e alle spese di giudizio».

Vista la situazione, è pressoché scontato che la banca faccia ricorso, entro i 30 giorni previsti. Nel Modenese si tratta infatti del primo caso in cui la magistratura riconosce questo tipo di risarcimento a persone che abbiano investito nell’affare diamanti, che affare poi non si è rivelato.

Il sanfeliciano resta tuttora titolare della proprietà dei diamanti acquistati (che sono comunque bloccati nel caveau della società fallita), ma a questo punto ad un prezzo più consono rispetto al loro valore di mercato.

Al procedimento Intermarket Diamond Business spa, oggi affidata ad un curatore fallimentare, non si è costituita. Durante la discussione tecnica, la banca ha in sostanza affermato che nell’acquisto avvenuto su suggerimento di un funzionario negli uffici della filiale di Mirandola dove il sanfeliciano era cliente l’istituto era solo un soggetto terzo. E di aver “svolto un ruolo di semplice segnalazione dell’affare, senza suscitare alcun tipo di affidamento sulla redditività dell’operazione”.

Ma il giudice ha ritenuto che proprio in capo alla banca gravasse “l’obbligo di informazione in ordine al fatto che il valore delle pietre acquistate non era neppure lontanamente pari al corrispettivo versato”.

E l’ordinanza elenca ben 7 punti a sostegno di tale convinzione, a cominciare proprio dal fatto che il sanfeliciano era cliente della banca. —

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google