Uccise la nonna a coltellate: chiuso in centro psichiatrico
Il giudice ha assolto Ghennadi Rizhok, 28 anni, dall’accusa di omicidio per infermità mentale e ha disposto l’internamento
SERRAMAZZONI. Un anno e mezzo fa ammazzò la nonna a coltellate durante un litigio nella casa di Serramazzoni. Ieri è stato assolto dal giudice, ma solo perché è stato accertato che soffre di gravi disturbi mentali. Per questo verrà tenuto rinchiuso a lungo in una struttura psichiatrica.
Si è conclusa così l'udienza di ieri per l'omicidio di Anna Grishchenko, ucraina di 67 anni residente a Serramazzoni paese e oggi sepolta a Faeto. L'anziana è stata accoltellata a morte dal nipote Ghennadi Rizhok, 28 anni, alla fine del giugno 2018. Il giovane, già seguito per problemi di salute mentale e di alcolismo, da allora è rinchiuso in uno dei Rems regionali, le nuove strutture psichiatriche giudiziarie, e lì resterà pare per una decina di anni, anche se il giudice deciderà la durata del ricovero in seguito. L'assoluzione di ieri è infatti un procedimento legale dovuto, in quanto al termine di una perizia psichiatrica il giovane è stato riconosciuto non in grado di intendere e di volere né allora, al momento del delitto, né oggi. La madre,anche lei vittima di minacce di morte (per fortuna mai attuate), avvenute poco prima dell'omicidio della nonna, lo segue nel suo percorso di cure e per questo non si è costituita parte civile al processo per conto della vittima. Il ragazzo si trova ancora in una situazione critica e per questo è necessario che sia strettamente curato e sorvegliato da specialisti.
Il delitto vene scoperto dal fidanzato della figlia di Anna. L'uomo entrò nell'abitazione in via XXIV Maggio 576 e, preoccupato dal silenzio sinistro che aleggiava in casa, andò in cucina dove trovò il cadavere di Anna in un bagno di sangue. Una scena raccapricciante: era morta dissanguata per le coltellate inferte con un coltello della sua cucina.
I carabinieri sospettarono subito il nipote perché si conoscevano i suoi problemi e anche la sua predisposizione alle minacce pensati. Arrestato, da allora il giovane è rimasto chiuso in un silenzio assoluto: non ha parlato neppure davanti al pm Luca Guerzoni e tanto meno davanti al gip Paola Losavio che ha poi dovuto decidere per l'internamento in una struttura psichiatrica. —
C.G.
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