Una “stanza protetta” accoglie le vittime di violenze e abusi
Taglio del nastro al commissariato. Il questore: «Qui le donne riprendono in mano la propria vita»
Una stanza tutta per sè. Proprio come il titolo del romanzo di Virginia Woolf. Una stanza per rinascere, sentendosi accolti e a proprio agio.
Taglio del nastro, ieri mattina, per la sala delle audizioni protette al Commissariato di via Morante. Qui donne e bambini potranno sentirsi al sicuro, liberi di raccontare violenze e abusi subiti e liberi di ripartire.
Il significato della sala e l’impegno della città sono stati illustrati dai numerosi relatori che si sono avvicendati prima che la sala, ricca di giochi e di allestimenti confortevoli, fosse svelata.
«La stanza, creata con la collaborazione del Comune - ha sottolineato il questore Maurizio Agricola - è un luogo dove le vittime si sentono protette, capite e ascoltate, dove trovano la speranza e il coraggio per riprendere in mano la propria vita. L’educazione e la prevenzione sono il solo modo per combattere e sconfiggere stereotipi e pregiudizi e le istituzioni devono creare un vero e proprio cordone di protezione intorno a chi subisce violenza, una violazione dei diritti umani».
Il sindaco Alberto Bellelli, presente con l’assessore alle politiche sociali Tamara Calzolari, ha posto l’accento sull’importanza di denunciare. «Oltre a u n appartamento protetto gestito da Vivere donna per l’allontanamento immediato di chi abusa, si deve prevedere anche la costruzione di percorsi in completa autonomia.
Il prefetto Maria Patrizia Paba ha ricordato gli omicidi che quest’anno hanno avuto come vittime le donne e come le «disparità siano ancora evidenti in diversi settori. Una donna deve trovare sempre più la propria autonomia: i percorsi di protezione vanno rafforzati, altrimenti la donna rimane a metà del guado, mentr eil nostro dovere è quello di non lasciarle sole».
Poi, guidati dalla dirigente del Commissariato di Carpi Paola Convertino, i numerosi presenti del mondo delle associazioni, delle istituzioni, i vertici di carabinieri, vigili del fuoco, guardia di finanza e polizia locale, hanno potuto assistere alla benedizione dell’arcivescovo Erio Castellucci.
Dall’inizio dell’anno sono una decina i “codici rossi” attivati presso il Commissariato per violenza contro le donne. In un caso, un 30enne, originario di Correggio, ma residente a Carpi, ha gridato alla compagna, sua coetanea: “Ti posso uccidere”. È scattato il sequestro amministrativo delle pistole, appartenenti al padre, in suo possesso. —
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