Imprenditori e criminalità: per uno su tre è peggiorata
Studiati i fenomeni di Illegalità, contraffazione e abusivismo: rapine in calo, ma sono sempre in aumento i furti
Subiscono meno rapine, e questo è senza dubbio un bene. Il problema è che questo calo è stato bilanciato da un sensibile aumento dei furti, tanto che il 35% degli intervistati ritiene che i livelli di sicurezza siano peggiorati. Ma i problemi che riguardano la legalità sono tanti altri, a partire dal boom della contraffazione e del fenomeno dell’abusivismo. Al centro ci sono gli imprenditori, il motore dell’economia modenese, e a scattare una fotografia della situazione è stata l’associazione Confcommercio Modena, che in occasione della giornata “Legalità, ci piace” ha presentato l’indagine 2019 su reati, contraffazione e abusivismo. Partendo dalla criminalità, il 35% degli intervistati (dato in miglioramento, visto che nel 2018 la percentuale era del 47%) ritiene che i livelli di sicurezza siano peggiorati, in particolar modo per quanto riguarda furti, contraffazione, abusivismo, rapine e usura. Per un imprenditore su due, invece, la situazione è rimasta sostanzialmente stabile, mentre il 15% (in crescita rispetto all’anno passato, quando il dato era fermo al 6%) ritiene che il quadro sia migliorato. E tra i fenomeni criminali percepiti maggiormente in aumento dalle imprese modenesi del terziario ci sono soprattutto i furti (29%, lo stesso dato registrato a livello nazionale, ma lievemente inferiore a quello del nord-est, che raggiunge il 31%), l’abusivismo (29%) e contraffazione (25%, identico al dato del nord-est e al di sotto di quello nazionale, che tocca il 34,8%).
«In particolare - conferma il presidente provinciale di Confcommercio Tommaso Leone - gli imprenditori segnalano un sensibile calo delle rapine, grazie al rafforzamento dei sistemi di prevenzione, ma allo stesso tempo un aumento dei furti, rendendo di conseguenza ancora forte la percezione di insicurezza». Fenomeni che gli imprenditori modenesi cercano di contrastare installando un impianto di allarme o di videosorveglianza (53% degli intervistati), stipulando un’assicurazione (40%), dotandosi di un servizio di vigilanza privata (25%), di una vetrina corazzata (13%), ma anche chiedendo consigli alle associazioni di categoria (20%). Oltre otto imprenditori su dieci, comunque, affermano di aver adottato almeno una delle azioni per contrastare e prevenire i fenomeni criminosi. «Sul tema degli impianti di videosorveglianza - riprende il presidente Leone - va rimarcata l’importanza di installare strumentazione previste in un protocollo di intesa siglato da Confcommercio con il ministero dell’Interno e collegate con la centrale operativa delle forze dell’ordine, utili ad agevolare lo svolgimento di attività investigativa». Criminalità a parte, è l’intero fenomeno dell’illegalità che, secondo il 64,7% degli intervistati, finisce per danneggiare l’economia, condizionando il libero esercizio di impresa o minando le regole di concorrenza leale. La percentuale è coerente con quella registrata a livello nazionale (66,7%) ed per il nord-est (62,4%). Del resto, come stima l’ufficio di Confcommercio, contraffazione, abusivismo, pirateria, estorsioni, usura, infiltrazioni della criminalità organizzata, furti, rapine, taccheggio e corruzione costano alle imprese del commercio e dei pubblici esercizi oltre 30 miliardi di fatturato all’anno. Ma quali sono i problemi principali secondo gli imprenditori modenesi? Secondo l’indagine presentata dall’associazione in occasione della giornata “Legalità, ci piace”, i problemi più sentiti sono la presenza di negozi e locali sfitti (54%), di edifici abbandonati e di aree degradate (47%), e i fenomeni di abusivismo commerciale (41%). In calo la percentuale di chi indica spaccio-prostituzione (25%) e accattonaggio (13%). In ogni caso, è significativo che il 75% del campione dichiari la presenza di almeno uno dei problemi evidenziati. —
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